Finiture Green

Il rebranding sostenibile, nei materiali e nel tempo

Francesca Motta
Intervista a Simone Riva

Il ruolo del CMF Designer è solo in parte legato all’estetica. A questa figura viene richiesta un’approfondita conoscenza tecnica dei materiali, come ci racconta Simone Riva nella case history di City Carburoil.

City Carburoil, azienda di distribuzione di carburanti e gas per l’abitazione e la mobilità a sud della Svizzera, 9 anni fa ha intrapreso un processo di restyling totale delle sue stazioni di servizio affidandosi allo studio di Simone Riva, architetto e CMF designer che li ha seguiti in tutti i processi di rebranding dei punti vendita.

Il cambiamento della brand identity della società coinvolgerà ben 50 punti vendita con una riconversione dei colori e dei materiali, in alcuni casi con forniture nuove create da zero ma, in molti altri, operando un restyling dei materiali stessi già presenti, seguendo la volontà della committenza.

«Abbiamo ingegnerizzato una serie di strutture e processi che hanno riconvertito le stazioni di servizio per la parte di negozio. In funzione della tipologia di punto vendita e del loro grado di usura, abbiamo previsto dei processi diversi spaziando dalla verniciatura (anche in loco), alla sublimazione, all’applicazione di pellicole, fino alla fornitura di nuovi arredi» spiega Simone Riva. I pavimenti in marmo, ad esempio, sono stati rilevigati e lucidati e hanno previsto l’applicazione di protettivi per renderli antiscivolo R11 (secondo lo standard tedesco DIN 51130). I serramenti e gli elementi strutturali sono stati riverniciati e uniformati con un grigio antracite, colore afferente al nuovo concept mentre l’area shop e accoglienza ha seguito un processo di riconversione dei vecchi materiali con trattamenti specifici, anche in opera, come ad esempio il wrapping.

«Per fare un esempio pratico – prosegue Simone Riva – a Bellinzona è stato creato un nuovo concept all’interno della stazione storica dove c’erano dei pilastri in ghisa originali che sono stati riverniciati e dove abbiamo previsto un trattamento specifico contro l’umidità, dato che in questa stazione le porte scorrevoli sono permanentemente aperte e le temperature nel corso dell’anno variano dai – 8° ai + 30°. Grazie a una serie di analisi dei materiali, siamo stati in grado di scegliere i trattamenti specifici da adottare e le finiture più adatte» continua Riva.

Il processo di CFM design che ha seguito Riva è tutt’altro che banale. Dietro c’è stato uno studio dei materiali importante a cui è seguita una fase impegnativa nella scelta dei fornitori. «Una delle fasi più complesse è stato fare dei test di resistenza dei materiali; i prodotti scelti erano ovviamente tutti certificati da un punto di vista prestazionale però, al tempo stesso, la committenza voleva testarli ulteriormente per determinate utenze. Mi spiego meglio: la mattina le stazioni hanno prevalentemente un’utenza composta da operai che indossano abiti, spesso sporchi, con cinghie, borchie e attrezzi da lavoro per cui i materiali delle sedute sono stati testati per un utilizzo quasi da officina. La stessa cosa è avvenuta per i materiali da esterno, i metacrilati degli schienali delle sedute o i policarbonati delle sedie per esterno, sono stati selezionati per resistere in ambienti dove c’è smog, neve e acqua, facendo dei test sull’intera stazione di servizio».

City Carbur Oil è stata lungimirante prevedendo test dei materiali su ben 4 stazioni di servizio: due anni dopo si sono tirate le somme. Alcuni prodotti totalmente promossi, altri da revisionare. Ad esempio per le panche si sono dovuti rivedere alcuni aspetti progettuali. Sono state fatte delle panche in ferro dallo stile minimal con sedute in legno, impiallacciato di rovere e struttura multistrato, a cui è stata applicata una vernice per esterni. Dopo i mesi di test è emerso che la verniciatura ha tenuto, il legno si è scalfito mentre il pannello stesso si è deformato; dove questo avveniva si andava a fessurare il pannello e come conseguenza saltava anche la vernice. Il risultato è stato evidente: non era tanto la vernice che andava rivista quanto modificare il sostegno del pannello, quindi il tipo di impiallacciatura.

Quando si parla di sostenibilità non si deve pensare solo ad un utilizzo di materiali sostenibili ma anche alla durata in funzione del progetto. Riva ce lo racconta con un esempio pratico: «in una stazione di servizio ci sono circa 50 sedie, se le moltiplichiamo per 50 stazioni arriviamo a 5.000 sedie che ogni 5 anni vengono cambiate perché questa è la durata media in una struttura con queste caratteristiche. Sembra una banalità ma se si sbaglia la tipologia di sedia significa creare 5.000 problemi, non solo economici ma anche di immagine. Non dimentichiamo inoltre che l’immagine dell’azienda passa anche dalla robustezza del prodotto e che l’estetica del punto vendita deve essere resa con materiali idonei».

È necessario conoscere bene i materiali, non fermarsi alle schede tecniche ma parlare con i terzisti, con gli estrusori di allumini e in generale con tutte quelle aziende che lavorano e sanno fornire realmente le caratteristiche prestazionali dei materiali.

«Il CMF designer deve coniugare l’estetica ma soprattutto deve conoscere i materiali a fondo, proporre soluzioni che siano sostenibili da molti punti di vista e proporre progetti idonei in base agli obiettivi della committenza. La ciclicità del prodotto è un dramma, a volte c’è la fobia di trovare il prodotto innovativo senza un test sul campo decennale, a scapito della durata stessa. Se però questo processo va bene per la moda, non dovrebbe essere così nel design e tanto meno nell’architettura. Non va dimenticato che se una sedia ha dei difetti costruttivi provoca un danno limitato, se l’edificio ha dei problemi strutturali ce li si porta dietro per decenni».

IL #CFMEXPERT SIMONE RIVA:

Riva Simone (1973) è architetto e designer. Dopo il diploma in Maestro d’Arte in arredamento, si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1999. Una forte connotazione tecnica, l’esperienza maturata sul campo nella conoscenza dei materiali e delle tecnologie innovative di lavorazione, l’indole creativa e l’unicità del suo linguaggio architettonico, sono i caratteri distintivi del suo lavoro.
Inizia la sua attività professionale presso il gruppo Milano Interni e successivamente per il gruppo Interni Mobili e Design, in qualità di chief architect e project manager firmando numerose realizzazioni nel settore contract sia in Italia che all’estero.
Nel 2005 fonda Riva Simone Factory Design Studio, realtà interdisciplinare che spazia dall’architettura all’interior design, al design del prodotto maturando una profonda conoscenza del settore HoReCa grazie alla collaborazione con il gruppo Angelo Po, per cui progetterà e seguirà la direzione tecnica ed artistica di ristoranti e concept commerciali.
Dal 2008 diventa partner del team Enspace e nel 2020 di Interior Advisor Lugano; è anche docente presso il NAD Nuova Accademia del Design di Verona e Milano.

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