Finiture Green

Il rifugio dello scalatore

Francesca Motta
Img: Simone Bossi©

Luca Compri dello studio LCA architetti ha riletto la tipologia della baita trasformandola in uno chalet che ha consumi ridotti e bassissime emissioni sfruttando i materiali tradizionali, quali pietra e legno, con uno sguardo contemporaneo, senza dimenticare di fare architettura in armonia con il paesaggio circostante.

LCA architetti firma il progetto Chalet B costruito utilizzando materiali naturali provenienti da fonti rinnovabili, primo tra tutti il legno che ha consumi ridotti e bassissime emissioni di CO2. Esprime la sensibilità del progettista, pienamente rappresentata dalla frase del grande architetto portoghese Souto de Moura qui riportata, e sintetizzata da Luca Compri stesso:

«L‘architettura ha una connotazione ben più complessa di un semplice fatto edilizio; la sua determinazione avviene per l’esercizio paziente e meditato di discipline diverse in bilico tra tecnica e arte».

Chalet Blanc è un piccolo chalet sostenibile ai piedi del Cervino realizzato con materiali naturali ed ecologici, nato grazie alla volontà di una giovane coppia con il desiderio di avere un edificio in stretto dialogo con le montagne, che custodisse al suo interno spazi domestici e accoglienti.

L’edificio, realizzato con struttura prefabbricata in legno, è una versione contemporanea delle baite che caratterizzano il territorio alpino a cui si è ampiamente ispirato Luca Compri, fondatore dello studio LCA architetti che ne ha curato il progetto.

Lui stesso lo racconta così: «Sono per un’architettura Darwiniana. Se la regola evolutiva è quella che caratterizza l’edilizia degli ultimi 50 anni, ambisco all’errore genetico, alla variazione di DNA che dà luogo al disastro oppure alla meraviglia.

Il progetto di Chalet B muove da questo presupposto. Quando pensiamo alle Alpi, l’idea che abbiamo del paesaggio montano è spesso bucolica: prati fioriti, cime innevate e mucche al pascolo caratterizzano l’immaginazione collettiva. Nella realtà spesso ci troviamo di fronte a paesaggi del tutto opposti, come ad esempio Cervinia: un comune devastato dalla speculazione edilizia e dalla bassa qualità del costruito».

Il volume di Chalet B si caratterizza per la copertura a doppia falda, una scelta compositiva omaggio allo skyline della valle. La struttura in legno del fabbricato, non a caso, poggia su uno zoccolo in muratura finito esternamente con pietra posata a secco. Come spiega Compri «Chalet B riprende in chiave più contemporanea l’insegnamento e le tecniche costruttive elaborate dai colonizzatori delle Alpi: il popolo Walser. Essi hanno definito un modo di fare architettura in armonia con chi viveva la montagna e nel pieno rispetto del paesaggio. Semplificando molto, la composizione della classica casa Walser presenta una base minerale sulla quale poggia una scatola in legno. Al centro della casa la grande stube riscalda l’intero edificio. È su questo semplice concetto che con il mio studio siamo arrivati alla realizzazione di questo progetto».

L’architettura è equilibrata e in armonia con il contesto che lo accoglie; le facciate e i volumi si caratterizzano per il variare dei pieni e dei vuoti e per il vibrare alla luce dei brise soleil in legno e delle travi verticali che disegnano il lato nord.

Nello specifico, i prospetti sono trattati in modo diverso tra loro, a seconda dell’orientamento e delle funzioni interne all’edificio: a sud si aprono le finestre delle camere e le ampie vetrate degli spazi conviviali presenti all’ultimo piano, tutte le aperture hanno accesso alle terrazze disegnate con sviluppo in pianta a zig zag, e sono parzialmente ombreggiate da lamelle in legno; a nord-ovest, a protezione del clima rigido, i fronti sono decisamente più chiusi, privi di grandi aperture e aggetti, su questi lati le pareti si distinguono per la costolatura ritmica realizzata con travi di legno verticali, le finestre e le rispettive cornici hanno dimensioni variabili e si aprono in maniera più libera e asimmetrica inquadrando scorci di paesaggio; infine, la facciata est è riconoscibile per la grande loggia del piano mansardato e la rispettiva cornice che ne perimetra i contorni.

Per la struttura e i rivestimenti esterni si è scelto legno di larice trattato con olio, mentre per gli interni si sono aggiunte diverse essenze di legno, sempre lasciate al naturale. Un dettaglio particolare: la cappa del camino in ferro è stata lasciata con il suo aspetto grezzo, protetta solo da un lieve strato di cera d’api.

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