Finiture Green

Case di riso: la startup
che crea valore dagli scarti di produzione

Francesca Motta
Copyright immagini: Barbara Corsico Photography

Forte di un compasso d’oro ricevuto nel 2022 per il prodotto Rh 120, un intonaco per interni costituito miscelando lolla di riso con la calce aerea, Ricehouse ha certamente dato un impulso forte bioedilizia.

Sembra quasi una favola, di quelle in cui i villaggi sono fatti di case di marzapane a due piani e invece costruire abitazioni con materiali naturali derivanti da un prodotto alimentare oggi è pura realtà.
Nel 2016 nasce la startup Ricehouse, oggi Società Benefit, capitana da Tiziana Monterisi e Alessio Colombo che produce e progetta soluzioni edilizie partendo da uno scarto di produzione che in Italia (e nel mondo) c’è in abbondanza: la lolla riso.

Come ci spiega Monterisi «si tratta tecnicamente di uno scarto dell’agricoltura derivante dalla sbramatura del risone, che ha un grande potere sia isolante, sia di abbattimento della C02. La lolla viene miscelata, a seconda degli usi, con calce o argilla dello stesso campo in cui viene coltivato il riso. L’obiettivo è di essere il meno possibile impattanti sull’ambiente, senza produrre rifiuti ma valorizzandoli».
La produzione è distribuita in dieci trasformatori dislocati tra le provincie di Biella e Pavia e i prodotti in gamma riguardano sia l’involucro, sia le finiture interne. Le applicazioni spaziano dalle superfici murali fino ai pannelli per i mobili e persino tessuti, dando la possibilità di personalizzare ogni singolo elemento dell’abitazione.
Per renderli idrorepellenti si utilizza una finitura a base di latte di calce e pula di riso, priva di sostanze organiche volatili, così come tutto il resto dei prodotti.
Costruire totalmente con gli scarti di riso è possibile, così come è altrettanto facile lo smaltimento: a fine vita i materiali tornano nel campo da cui sono arrivati.
Un’economia circolare reale e un modello vincente perché replicabile in tutto il mondo: si esporta l’idea e non il prodotto. Lo scarto delle lavorazioni del riso è presente in tutti i continenti in quantità enormi ed è una risorsa che può essere preziosissima.
«Non abbiamo l’obiettivo di distribuire fisicamente il prodotto, bensì desideriamo esportare il know-how. Oltre a costruire sostenibile per il benessere umano e dell’ambiente, cerchiamo di promuovere un modello produttivo che abbia ricadute positive sul territorio, dove l’uomo torna al centro della filiera produttiva» continua Monterisi.
In catalogo Ricehouse ha attualmente 30 prodotti che hanno catturato grande attenzione nel privato che sempre più si fa promotore e richiede al progettista soluzioni che siano davvero green. La bioedilizia esiste, le tecnologie anche e ora è richiesto uno sforzo affinché il progettista possa far proprie queste nuove risorse.

Ti potrebbero interessare

Il rifugio dello scalatore

Il rifugio dello scalatore

Luca Compri dello studio LCA architetti ha riletto la tipologia della baita trasformandola in uno chalet che ha consumi ridotti e bassissime emissioni sfruttando i materiali tradizionali, quali pietra e…

Ca di Dio: 5 stelle ad alto tasso di artigianalità

Ca di Dio: 5 stelle ad alto tasso di artigianalità

Ca’ di Dio non è solo un hotel 5 stelle nel cuore di Venezia, è una vera celebrazione del saper fare italiano anzi, veneto. La percezione anche per chi non…

Costruire in bambù: il momento è ora

Costruire in bambù: il momento è ora

Trovare una estetica nuova a materiali che hanno una tradizione, e che sono relegati ad un immaginario comune e condiviso, non è semplice. L’architetto Mauricio Cardenas sfida la tradizione progettando…