Da inizio 2022 Finiture Green cambia: il “workbook” si organizza come una rivista con 4 uscite all’anno per portare maggiori informazioni specifiche per il CMF design.

Intervisteremo i protagonisti del progetto, designer e autori, che abbiano voglia di raccontare la storia che sta dietro alla ideazione di un processo creativo oppure di un prodotto o di un’opera. Ospiteremo il punto di vista di persone che, nella loro professione, hanno approfondito argomenti e strumenti per aggiungere valore ai progetti, soprattutto quando si tratta di superfici. Ci saranno rubriche dedicate alle letture consigliate, alle mostre, alle attività che ci sembra utile segnalare per approfondire questi argomenti.

Rimarranno centrali le visite alle aziende, l’essenza del workbook Finiture Green, per capire da vicino il “come si fa” che sta dietro a tutto quello che ci circonda, siano essi spazi, ambienti, architetture o prodotti. È sempre più importante e necessario avvicinare specificità ed esigenze del progetto con quelle della sua produzione, accostando ideazione a realizzazione, in modo che il processo sia sempre più efficiente. Efficienza che nasce spesso dalla conoscenza di un linguaggio espresso attraverso i colori, i materiali e le finiture che richiede un approccio olistico supportato dalla tecnica.

È grazie infatti allo sviluppo tecnologico che possiamo pensare al risparmio energetico con soluzioni che prevedono l’uso di proprietà fisiche particolari di specifici materiali e superfici come, ad esempio, la fotoluminescenza, caratteristica che può essere usata per trovare interessanti soluzioni per gli spazi urbani che garantiscano sicurezza – un alone di luminosità che eviti il buio della notte – pur riducendo consumi energetici, come ci spiega Gianpiero Alfarano, professore alla facoltà di design dell’università di Firenze che ha avviato alcune ricerche in collaborazione con diverse aziende.

Grazie allo sviluppo tecnologico e digitale è possibile mettere il consumatore al centro della produzione, soddisfacendo le esigenze di unicità e di personalizzazione che derivano dalla consapevolezza che è possibile ottenere l’oggetto dei desideri, seppur prodotto in serie, e soddisfare il bisogno di rispettare l’ambiente, esigenza in costante crescita.

Si può parlare di “decorazione” quando la personalizzazione raggiunge alcuni estremi come nel caso di Lamborghini che invita alla scelta del colore personalizzato – fino a 200 colori – abbinato a particolari sia dei rivestimenti interni che dei particolari esterni (profili, ganasce dei freni, e molto altro)? E quando si ha a disposizione una cartella di più di 30 colori a cui ispirarsi per scegliere una pergola e costruire il proprio spazio esterno come propone Pratic? Riprendiamo nella prima uscita dell’anno alcune domande alle quali abbiamo tentato di dare risposte con concetti già espressi nei numeri scorsi e che sono, a nostro parere, alcuni degli argomenti con i quali ci confronteremo anche nel futuro.

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