Finiture

Sostenibilità ed elevate performance

By 20 Febbraio 2022 Febbraio 24th, 2022 No Comments

Verniciatura UV all’acqua per l’arredo di un hotel 5 stelle

Finiture

Affacciato sulla Città Vecchia di Gerusalemme, l’hotel cinque stelle David Citadel del gruppo Alrov, progettato nel 1998 da Moshe Safdie, architetto israeliano naturalizzato canadese vincitore dell’AIA Gold Medal, costruisce il lato meridionale del quartiere Mamilla, di fronte alla storica Valle di Hinome, secondo una pianta a ferro di cavallo.

Il rivestimento esterno è risolto con una pietra calcarea locale grezza, mentre gli interni sono rivestiti con pareti e controsoffitti rivestiti di legno. Recentemente sono stati riprogettati tutti gli spazi comuni e le 385 camere e suite distribuite sugli 8 piani dell’edificio, secondo un progetto dello studio italiano Lissoni Associati che, pur mantenendo l’uso dei materiali e colori tradizionali affiancati da altri alternativi trattati in modo originale, ha pensato l’ambiente come un labirinto valorizzato dallo studio della luce naturale ed artificiale.

Una ricca palette di colori, luci, tessuti texturizzati, ottoni trattati con diverse finiture accoppiate a vetri retrostampati, con una nota costante data dall’uso del legno, di rovere per il pavimento, di eucalipto termotrattato per le pareti e l’arredo delle zone comuni e di hemlock per le camere, caratterizzano e personalizzano gli ambienti, sia quelli pubblici che quelli privati.

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«Il mood di tutti gli ambienti è stato improntato sulla prevalenza di alcuni “colori” – ci dice Alessandro Simonato, della Tino Sana, azienda di Almenno S. Bartolomeo (in provincia di Bergamo) che ha ricevuto l’incarico di produrre tutto l’arredo del nuovo progetto – in particolare il legno scuro dell’eucalipto termotrattato, l’ottone brunito e il gioco ad “effetto Mondrian” ottenuto con superfici in ottone trattato in vari modi, specchi, vetri retrostampati».

L’appartenenza ad una catena internazionale di hotel di lusso con elevate richieste di qualità e di resistenze superficiali ha indirizzato l’ufficio design di Tino Sana ad effettuare un accurato studio per la scelta dei materiali e delle finiture. «Nelle camere superior – prosegue Simonato – si è utilizzato, al posto dell’eucalipto termotrattato, un rivestimento costituito da pannelli impiallacciati con legno pretinto di hemlock verniciato con vernice trasparente all’acqua ad essiccazione UV, ad effetto visivo “crudo”, in modo da esaltare l’opacità del legno». Grazie alla collaborazione di Elia Maestroni, area sales manager di IVM Chemicals e al supporto tecnico del laboratorio R&S, è stato messo a punto un ciclo che consente di ottenere una resistenza superficiale paragonabile ad altre finiture non lignee, caratteristica fondamentale per l’arredo di un hotel che, ovviamente, viene sottoposto a grandi sollecitazioni meccaniche e all’uso di prodotti chimici per la pulizia.

In produzione

La produzione è ottimizzata: dopo l’impiallacciatura dei pannelli e le lavorazioni di falegnameria, si passa alla levigatura che è una operazione che si effettua già nel reparto di verniciatura. Successivamente i pannelli vengono caricati sull’impianto di verniciatura che effettua il processo completo in circa 2 ore. In una giornata il ciclo è terminato e i pannelli sono pronti per la spedizione, dopo una fase di pre-assemblaggio, quando necessario.

«Il ciclo è stato formulato – ci spiega Elia Maestroni – in modo che ci sia la massima riduzione di sostanze volatili: lo stucco utilizzato (applicato a rullo), che fa da fondo, è ad altissimo residuo secco, mentre la verniciatura UV all’acqua ha un contenuto minimo di cosolventi. Inoltre, grazie alla tecnologia di applicazione – l’impianto ha una cabina robotizzata e una tecnologia di ultima generazione – ha una elevata produttività, a tal punto che all’uscita del forno i pannelli sono già accatastabili».

Conclusioni

Zero emissioni è la filosofia che Tino Sana sta seguendo per quello che riguarda la produzione e, in particolare, la fase di verniciatura e finitura. «I nostri clienti – interviene Alessandro Simonato- e in particolare le catene alberghiere, ci chiedono sempre più che negli ambienti non vengono emesse sostanze inquinanti e pericolose per la salute, per questo siamo molto attenti ai prodotti che utilizziamo. Ciò non toglie che dobbiamo garantire prestazioni chimico-fisiche adeguate e rispondere alle richieste estetiche dei progettisti».

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