Mostra, dialoghi e visite - 21/24 settembre 2022 Reggia di Monza

Discutendo un giorno con Francesca Valan ci siamo rese conto che l’argomento colore – che significa anche materiali e finiture – spesso è trattato da specialisti pur essendo caratteristica significativa di tutto ciò che ci circonda.
Qualunque spazio, oggetto, o luogo, è definito dalla sua percezione del colore, del materiale (che è pur sempre un colore) e dalla finitura (che esprime l’aspetto più “sensibile” di una superficie), che sono strettamente legati alle scelte progettuali in differenti discipline. Ci siamo chieste quindi perché non ci fosse uno spazio dove poter iniziare una discussione trasversale attraverso la multidisciplinarietà secondo sensibilità differenti, coinvolgendo, oltre agli specialisti, anche il mondo del progetto e il pubblico.

Nasce così la Color Week, che abbiamo voluto portare in un contesto storico/artistico di ispirazione, la Villa Reale di Monza, per costruire relazioni e confronti con alcuni periodi storici che hanno attraversato il complesso architettonico, in un luogo significativo per il design e per le arti decorative. La Villa Reale di Monza è stata infatti la “culla” dell’attuale sistema del design e del legno arredo, essendo stata sede delle prime quattro edizioni della Biennale delle arti decorative, a partire dal 1923 – l’anno prossimo si festeggiano cento anni – organizzata nell’ambito dell’ISIA (acronimo di Istituto Superiore di Industrie Artistiche), fino al 1930 – la prima edizione triennale – e concepita inizialmente per esporre la produzione degli allievi dell’Istituto stesso. Fin dalla prima edizione aderirono però artisti italiani e altri provenienti da diversi Paesi, contribuendo a renderla da subito una manifestazione riconosciuta internazionalmente. Dopo il 1930 la manifestazione è stata trasferita a Milano, dove si è trasformata nell’istituzione permanente che tutti conosciamo.

Anche la Color Week, che quest’anno ha voluto essere un “viaggio nel colore”, ha aperto alle contaminazioni esterne con la presenza dell’artista multidisciplinare Raymundo Sesma che ha prodotto un’opera effimera site specific all’interno di uno spazio messo a disposizione nel complesso del Teatrino della Villa Reale, piccolo gioiello ottocentesco, che ha ospitato la mostra sui colori, materiali e finiture.

La valorizzazione dello spazio può avvenire attraverso l’uso del colore e con la mediazione dell’arte. Il colore è luce che plasma le superfici e gli spazi, il dibattito ha lo scopo di indagare se è cambiata la sensibilità rispetto al passato. Il “viaggio” ha costruito una relazione con i colori e le decorazioni degli spazi della Villa Reale presentando quanto la produzione attuale artigianale e industriale offre per valorizzare e mantenere vivo il “saper fare” che ha prodotto meravigliose superfici e decorazioni di differenti materiali, finiture, texture.

Molte volte la tradizione si trasforma in un peso che incombe sul lavoro del progettista, come affrontare il dialogo tra la tradizione e la contemporaneità?

E’ possibile esplorare nuovi percorsi per costruire una forte identità?

La tecnologia ha reso disponibile una infinita serie di possibilità per il trattamento delle superfici, alcune delle quali hanno migliorato la durata dei materiali, altre hanno consentito il riutilizzo di prodotti di scarto riducendo il consumo delle risorse. Questa grande capacità tecnica ha messo di fronte al progettista anche la possibilità di accedere a moltissime soluzioni differenti, mimetiche o evocative.

La collaborazione con le istituzioni del territorio e con le aziende sponsor ha reso possibile alcune attività che rimarranno nel tempo: oltre all’opera di Raymundo Sesma, parte della serie “Universo Expandido” dell’artista messicano, l’apertura al pubblico delle antiche cucine della Reggia che ha reso visibili i rivestimenti originali in maiolica, e un lavoro di individuazione e interpretazione dei colori della Villa, attraverso analisi strumentali e visive confrontati con le fonti storiche, effettuate da Francesca Valan con la collaborazione di Margherita Bertoldi e Corrado Beretta, che resteranno a disposizione dei visitatori.