La formazione dei designer non può più limitarsi alla progettazione di un oggetto: deve insegnare a comprendere materiali, processi produttivi, tecnologie e relazioni tra persone e spazi. È questa la filosofia emersa durante la presentazione finale della Pininfarina Academy Summer School 2026, alla quale finituregreen ha partecipato nella sede di Cambiano.
Per chi opera nel mondo del design, Pininfarina rappresenta un punto di riferimento assoluto. Dall’automotive all’architettura, il marchio ha contribuito per decenni a definire un linguaggio progettuale riconoscibile, influenzando l’evoluzione delle superfici, delle proporzioni, dei materiali e della percezione estetica. Un patrimonio che oggi continua a evolversi attraverso un approccio multidisciplinare capace di mettere in dialogo design, innovazione tecnologica e produzione.
Una scuola dove il progetto incontra la realtà
La Summer School, svoltasi dal 6 al 17 luglio 2026, ha riunito studenti internazionali in un percorso intensivo costruito attorno alla filosofia progettuale di Pininfarina.
Il programma si è articolato in due settimane complementari. La prima ha introdotto i partecipanti ai principi del design Pininfarina attraverso lezioni teoriche, workshop sul concept design e sulla definizione dell’esperienza utente, approfondimenti sul Design for Manufacturing and Assembly (DfMA), esercitazioni di modellazione digitale con Rhino, SubD e Grasshopper e momenti di confronto in formato Pecha Kucha.
La seconda settimana ha invece trasferito il progetto nella dimensione della produzione. Grazie alla collaborazione con AIVOX, partner tecnico dell’iniziativa, gli studenti hanno sperimentato tecniche di prototipazione avanzata utilizzando il taglio hot-wire e la fresatura robotizzata con un braccio KUKA, trasformando le proprie idee in prototipi fisici da presentare a una giuria composta dagli architetti di Pininfarina.
Il valore del manufacturing
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la giornata finale è stato il ruolo attribuito alla manifattura.
Nel corso degli interventi è stato ribadito come la formazione del designer non possa più fermarsi alla fase creativa. Comprendere la supply chain, confrontarsi con i vincoli produttivi e conoscere le tecnologie industriali rappresentano oggi competenze indispensabili.
Lo sintetizza perfettamente una delle frasi che hanno accompagnato l’intero percorso:
“It’s not all about design, but the execution.”
Un’affermazione che riflette una visione sempre più diffusa anche nel mondo del CMF, dove la qualità di una superficie nasce dall’incontro tra ricerca estetica, innovazione dei materiali e capacità produttiva.
Superfici, spazio e identità
Il tema scelto per l’edizione 2026, Inside-Out, ha proposto una riflessione sul rapporto tra involucro, superficie e identità dello spazio.
Una ricerca che trova particolare sintonia con il mondo raccontato da finituregreen, dove la superficie non rappresenta un semplice rivestimento ma diventa elemento capace di costruire relazioni sensoriali, comunicare valori e definire l’esperienza dell’utente.
Molti dei progetti finali hanno esplorato proprio questo dialogo tra architettura, arredo e spazio pubblico attraverso canopy, sistemi di seduta e installazioni, reinterpretando il patrimonio progettuale di Pininfarina con uno sguardo rivolto alle esigenze contemporanee.
Le persone al centro del progetto
Durante la cerimonia conclusiva, il CEO di Pininfarina ha sottolineato come la relazione tra spazio, persone e architettura rappresenti oggi uno degli elementi chiave della visione aziendale.
L’obiettivo è costruire un ecosistema nel quale living e mobility dialoghino in maniera sempre più integrata, mettendo al centro non solo il cliente, ma tutte le persone che interagiscono con il progetto.
Una prospettiva che supera la tradizionale distinzione tra settori e apre a una progettazione sempre più interdisciplinare, nella quale architettura, design, tecnologia e manifattura concorrono a definire un’unica esperienza.
Un ponte tra industria e cultura del progetto
Il valore della Pininfarina Academy risiede proprio nella capacità di mettere in relazione mondi spesso separati: università, industria, ricerca e sperimentazione.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di relatori internazionali come Xavier De Kestelier, Arturo Tedeschi, Federico Borello, Ingrid Paoletti e Jacopo Foggini, con il contributo di partner e sponsor quali Intesa Sanpaolo, Ghella, Mered, Manni Group, Marazzi, Rubner, Rockwool e AIVOX, oltre al patrocinio di ADI e Fondazione per l’Architettura Torino.