Finiture Green

La sfida delle finiture nell’hotellerie contemporanea

Francesca Motta

Come i progettisti si approcciano alle finiture, tra restyling che valorizzano l’esistente e progetti altamente personalizzati per l’ospitalità di lusso contemporanea.

e finiture sono ciò che connota uno spazio e, nel mondo dell’ospitalità, questo aspetto risulta ancora più determinante. Tra ristrutturazioni e nuove aperture, i progettisti si trovano a gestire sfide più complesse rispetto all’ambito residenziale: maggiore resistenza dei materiali, esposizione a un utilizzo intensivo e a sostanze chimiche, oltre a un quadro normativo e gestionale più articolato. In Italia, a queste complessità si aggiungono vincoli legati al contesto storico-architettonico, spesso indipendenti dalle richieste della committenza. Tre progetti recenti permettono di leggere come le scelte stilistiche e l’impiego dei materiali interpretino queste esigenze.

Maison Senato (Milano), il lusso dei materiali

L’attenzione al dettaglio e la ricerca artigianale sono il filo conduttore delle scelte architettoniche e di interior di Locatelli Partners, che ha curato questo progetto di ospitalità milanese. Inizialmente concepita come residenza privata, la struttura ha subito una radicale evoluzione grazie alla visione della proprietà che ha scelto di riconvertirla in un complesso di lusso dedicato all’hospitality.
Il risultato sono sei appartamenti – uno per piano – di cui una suite penthouse su due livelli, ciascuno con un concept specifico espresso attraverso materiali e arredi che esaltano la bellezza e i dettagli.
Già i nomi delle residenze rimandano ai marmi utilizzati: Oro, Carrara, Arenaria, Verde Alpi, Onice e Travertino. Quest’ultimo, in particolare, caratterizza l’edificio anche all’esterno, dove le facciate rivestite a secco si integrano armoniosamente nel contesto architettonico della centralissima via Senato. Tra i materiali scelti spiccano pietre e marmi pregiati come Verde Alpi, Onice verde, Frozen Gold e Arenaria beige. A completare la palette materica, in gran parte made in Italy, è la forte presenza di legni come rovere, acero e noce.
Fondamentale anche la ricerca cromatica: ogni piano è caratterizzato da una palette studiata per valorizzare i materiali, con pavimenti e rivestimenti più chiari ai livelli meno luminosi, che diventano progressivamente più scuri e intensi man mano che si sale. La collaborazione con oltre 80 fornitori, prevalentemente italiani, ha reso possibile la realizzazione di soluzioni completamente su misura, dagli arredi agli elementi decorativi.
Un capitolo a parte merita la penthouse su due livelli, dominata da una scenografica scala in ottone brunito e ferro, progettata su misura come elemento scultoreo. Accanto a una cucina in radica con finitura glossy, una sala cinema e un ampio salotto, il bagno si distingue per una vasca in onice verde che diventa protagonista sullo skyline milanese. Tutti i marmi sono stati lasciati al naturale, semplicemente lucidati senza trattamenti protettivi.
La hall, infine, si contraddistingue per il rivestimento a parete in terracotta pugliese lavorata artigianalmente con tecnica di doppia cottura, che ne esalta l’effetto materico. L’illuminazione di tutti gli ambienti combina lampadari di Murano restaurati e riassemblati da un maestro artigiano con icone del design industriale dei grandi marchi italiani, creando un dialogo tra tradizione e contemporaneità.
Accanto al marmo, le pareti sono rivestite in marmorino, che conferisce calore e continuità stilistica, mentre l’illuminazione è affidata al vetro di murano, con una chiara citazione alla tradizione. Il restyling riporta così il Gabrielli tra le destinazioni d’eccellenza della ricettività contemporanea, mantenendo viva la sua anima classica e autenticamente veneziana.

Hotel du Lac (Bellagio), elogio del “saper fare”

L’hotel Du Lac nel centro storico di Bellagio, è stato oggetto di una ristrutturazione curata dagli architetti Stefano Melgrati per la parte edilizia e Simone Riva per la parte di interior design. Il progetto non è nato da un approccio stilistico bensì dalla consapevolezza che la conoscenza approfondita del “saper fare”, dei materiali, è la chiave necessaria per preservare spazi ed arredi unici.
L’Arturo Bistrot al piano terra, è stato concepito come uno spazio multifunzionale. Il restauro delle poltroncine originali Cassina, rinvenute durante i lavori di manutenzione straordinaria, la sanificazione e trattamento della pelle delle panche circolari sempre di Cassina, sono state i punti focali del progetto. L’accoglienza, la circolarità delle sedute e dei tavoli, è stata infatti replicata in esterno, sotto il portico dove delle panche realizzate su misura in mdf idrofugo verniciate con uno speciale trattamento idrorepellente, consentono di creare un “salotto” indoor/outdoor accogliente e funzionale. La scelta dei tessuti è stata concepita per garantire qualità e resistenza prestazionale alle sedute; i tessuti e gli imbottiti sono stati realizzati da Celeste Italia.
All’interno, il bistrot è caratterizzato da un pavimento in marmo multicolore, opportunamente piombato e trattato, per riportarlo al fasto delle origini, donando allo spazio un colore dal fascino retrò. Il bancone bar, rivestito in pelle capitonné, è stato restaurato e trattato con cera naturale, antitarlo ed un protettivo all’acqua idrorepellente.
Al piano primo invece, nella sala colazione, è stato creato un imponente tavolo centrale di circa 4 metri, opera di Riva1920: una vera e propria opera d’arte generata dalla natura e lavorata dalle sapienti mani di abili artigiani, che con la resina epossidica hanno colmato i nodi e le spaccature naturali delle assi. La sala colazione è stata progettata come una boiserie attrezzata dove tutto ruota attorno al tavolo in cui gli spazi che si aprono su di esso sono a servizio degli ospiti. La boiserie è realizzata in mdf con sagome decorative in massello di rovere, laccate con una finitura setafin zero gloss, particolare verniciatura ultraopaca dall’effetto vellutato.
Il ristorante Gioya dispone di panche perimetrali in legno di noce, con una seduta confortevole imbottita. Particolarità del ristorante, è il restauro conservativo delle sedute originali del ristorante, circa sessanta sedute Leggera di Gio Ponti, presumibilmente degli anni ’70. Il legno è stato trattato con un antitarlo e, dopo una prima carteggiatura superficiale, è stata data una mano di impregnante all’acqua.

Hotel Gabrielli (Venezia), ponte tra tradizione e contemporaneità

Riapre una delle icone dell’ospitalità veneziana: l’hotel Gabrielli, cinque stelle adagiato su Riva degli Schiavoni, a pochi passi da Piazza San Marco. Un progetto ambizioso, che ha visto l’architetto Andrea Auletta dell’omonimo studio di architettura, confrontarsi innanzitutto con i vincoli della Soprintendenza. Tra questi, la tutela dei marmi originali degli anni ’50 presenti nell’ingresso, nella hall, nella scala e in altri spazi di collegamento. Un vincolo che non ha rappresentato un limite, ma piuttosto una guida progettuale: la pietra d’Istria tipica della tradizione veneziana, presente in molte aree dell’hotel, è stata esaltata attraverso un processo di pulitura e ripristino e affiancata al marmo Fior di Pesco, anch’esso molto legato al territorio.
Come spiega Donato Fiocchi, consulente esperto nel settore delle pietre e marmi per l’hotellerie di lusso, «la scelta dell’architetto è ricaduta sul marmo Fior di Pesco, il cui blocco è stato fornito da Margraf per pavimenti e rivestimenti dei bagni e il laboratorio Ragozzino per i top lavabo, che insieme alle rubinetterie in ottone ha contribuito a valorizzare il prestigio dell’hotel. Non si è scesi a compromessi sulla qualità dei materiali, ma grande attenzione è stata posta in fase produttiva per contenere i costi, un aspetto cruciale nel settore contract. Per facilitare la manutenzione, i marmi sono stati trattati con un prodotto liquido nanotecnologico che, senza alterarne la finitura, rende la superficie idrorepellente e più resistente agli agenti chimici».