Andare a fondo nei processi produttivi e spingersi oltre i limiti di materiali e tecnologie: è questo uno degli approcci che ha portato Marco Marin, nel corso degli anni, a collaborare con marchi di primo piano del panorama italiano e internazionale – come EMU, Lyxo, Brokis, Pallucco, NasonMoretti – e con realtà innovative come Hind Rabii. Alla base di questo percorso c’è la costante ricerca di un equilibrio tra curiosità e competenza tecnica, tra forma e funzione, tra sperimentazione e attenzione ai materiali. Un approccio progettuale che unisce rigore e libertà creativa, e che trova le sue radici più profonde nella formazione artistica di Marin all’Accademia di Venezia, dove ha maturato uno sguardo sensibile e una visione poetica capace di dare espressività anche agli oggetti più funzionali.

Studio a Venezia con la moglie Carolina e il figlio Lorenzo, nella trentennale carriera Marco Marin si è costruito una fama di “artista” votato alla produzione: l’incontro tra il suo modo di concepire l’industrial design, e la capacità di alcune aziende di cogliere l’opportunità di sperimentare, ha permesso di realizzare oggetti dove l’immaginazione ha spinto un po’ oltre la tecnica produttiva dell’azienda.
«Non sono un tecnico – ci spiega Marco Marin – ma quando collaboro con un’azienda voglio comprendere a fondo ogni aspetto della produzione. Solo così posso individuare le possibilità di spingersi un po’ oltre e immaginare soluzioni realizzabili con le tecnologie già disponibili».
Grazie alla lunga e solida collaborazione con EMU e altri marchi specializzati nell’outdoor, Marco Marin ha maturato una profonda conoscenza dei prodotti per l’esterno, sviluppando una sensibilità progettuale capace di interpretare le nuove esigenze dell’abitare. Negli ultimi anni, infatti, lo spazio esterno – che si tratti di un giardino, una terrazza o un patio – ha assunto un ruolo sempre più centrale, trasformandosi in un’estensione naturale degli ambienti interni. Questa integrazione tra dentro e fuori, tanto funzionale quanto estetica, sta ridefinendo il concetto stesso di casa, in una continua ricerca di equilibrio e continuità.
Quando con EMU è stato deciso, ormai più di 10 anni fa, di pensare un nuovo concetto di poltrona, di divano per l’esterno, confortevoli come quelli per l’interno, abbiamo ripensato i materiali, la cui principale caratteristica doveva essere la resistenza all’ambiente esterno, certamente, ma con una estetica “domestica”. È nata così la linea Terramare le cui sedute sono caratterizzate dal bracciolo che è in ecopelle, un prodotto tecnico usato per le scarpe antinfortunistiche, mentre i cuscini sono rivestiti con un tessuto sintetico molto particolare e innovativo, “filato”, con una mano molto morbida.
Punto di forza del sistema di sedute “Terramare” è lo snodo in pressofusione, ispirato alla forma del bambù ma reinterpretato in chiave contemporanea per integrarsi con l’avanzata tecnologia di lavorazione del metallo sviluppata da EMU.
Arredi e apparecchi di illuminazione per esterni non sono più concepiti esclusivamente per la loro funzione pratica, ma anche per il valore estetico e l’atmosfera che sanno creare. Tavoli, sedute, lampade e altri complementi diventano elementi di stile capaci di dialogare con gli interni, contribuendo a definire un linguaggio coerente e armonioso tra dentro e fuori. Le lampade da esterno, ad esempio, non si limitano più a fare luce: assumono un ruolo decorativo, arricchendo lo spazio con forme, materiali e finiture che rispecchiano la cura del design indoor.
Si assiste anche a un generale miglioramento dei materiali e delle tecnologie di produzione: ci sono materiali che garantiscono una reale resistenza agli agenti atmosferici grazie a lavorazioni specifiche e avanzate. Si tratta di metalli, tessuti e materiali sintetici trattati con grande attenzione. I metalli, ad esempio, vengono sottoposti a cicli di rivestimento a più strati che ne aumentano la durata e la protezione contro la corrosione. Allo stesso modo, i tessuti tinti in massa sono idrorepellenti e spesso assemblati con tecniche che impediscono all’acqua di penetrare tra giunture e cuciture.
Come accennavo, ci piace essere innovativi quando progettiamo insieme alle aziende, cercando soluzioni originali e dettagli che arricchiscano il prodotto, anche quando ci si confronta con vincoli legati alla produzione. Il lavoro funziona davvero bene quando l’azienda ha una visione aperta e una propensione alla sperimentazione. È successo, ad esempio, con Lyxo, dove abbiamo curato con attenzione il dettaglio sottile del bracciolo della poltrona Lira, un particolare difficile da ottenere con lo stampaggio rotazionale, oppure con Brokis, per la lampada Knot: lì ci siamo concentrati sull’elemento di giunzione tra il vetro e la corda di canapa, un dettaglio tecnico fondamentale per garantire la tenuta all’esterno.
Finiture e materiali nel nostro modo di concepire la progettazione, sia nell’industrial che nell’interior design, giocano un ruolo determinante perché consentono di fare la differenza. La scelta corretta di materiali e colori caratterizzano sia gli ambienti che i prodotti e a volte quando iniziamo a progettare si parte proprio da questi dettagli. Spesso i dettagli sono la cifra di un prodotto di qualità.
Perciò, investire in un prodotto di qualità significa scegliere prestazioni superiori, frutto di una ricerca accurata e di una cura meticolosa nei dettagli costruttivi.
Non si tratta solo di estetica o di durata nel tempo, ma di un insieme di fattori che concorrono a definire l’esperienza d’uso: la tattilità di una superficie, la coerenza cromatica tra materiali diversi, la sensazione di solidità e comfort che un arredo trasmette al primo contatto.
Ogni elemento, anche il più piccolo, viene studiato per rispondere a criteri funzionali e sensoriali, contribuendo a creare un prodotto che non solo si vede, ma si vive – ogni giorno, nel tempo.