L’evento, organizzato da finituregreen con il supporto tecnico de La Rivista del Colore, diventa format capace di creare valore reale per il territorio, dimostrando che quando una filiera si racconta, si incontra e riflette su sé stessa, genera molto più di un convegno: genera rete.
Il 15 maggio Villa Farsetti, a Santa Maria di Sala (VE), ha ospitato una giornata dedicata al mondo del contract e del design. Tra il teatro e la sala ovale della storica villa settecentesca, l’evento si è trasformato in molto più di un semplice convegno: un momento di confronto e connessione tra aziende, professionisti e artigiani di uno dei distretti più dinamici d’Italia per superfici, verniciatura industriale e artigianalità.
Una filiera che si incontra, si riconosce e si connette
La giornata “Dietro le quinte delle superfici” nasce da una visione precisa: far emergere e connettere tutti gli attori di una filiera che spesso lavora in parallelo senza incontrarsi — produttori di semilavorati, verniciatori, chimici di prodotto, fornitori di tecnologie, progettisti, designer CMF e architetti. Portarli sotto lo stesso tetto, in un contesto culturalmente elevato, ha permesso non solo di condividere competenze tecniche, ma di costruire relazioni durature tra chi produce e chi progetta, tra chi trasforma e chi immagina.
Il sostegno delle principali associazioni datoriali del territorio — Confapi Venezia, Associazione Artigiani del Miranese, Confartigianato Riviera del Brenta e Confartigianato Città Metropolitana di Venezia — ha conferito all’iniziativa una forte radice istituzionale, segnalando come la costruzione di reti di filiera sia oggi una priorità condivisa anche a livello associativo. La collaborazione con ADI Veneto e Trentino Alto Adige e con AIPI, l’associazione degli interior designer, ha invece garantito il presidio della dimensione progettuale, mentre il patrocinio dell’Ordine degli Architetti PPC di Monza e della Brianza — che ha riconosciuto crediti formativi agli architetti partecipanti — ha sottolineato il valore culturale e professionale dell’evento.
Le superfici come linguaggio: tecnica, materia e percezione
Al centro della giornata, un tema tanto concreto quanto filosofico: le superfici non sono semplici finiture, ma strumenti narrativi. Luce, colore, materiali e texture ridefiniscono la percezione dello spazio e il valore percepito del prodotto. È attorno a questa idea che si è costruita l’architettura dei contenuti, capace di muoversi con coerenza tra la chimica delle vernici, il CMF design industriale e la cultura della percezione visiva.
A tenere le fila di questa narrazione multidisciplinare è stato Gianpiero Alfarano, professore alla Facoltà di Design dell’Università di Firenze, la cui lectio su cultura e percezione ha offerto una cornice teorica di grande spessore: come il cervello interpreta le superfici, come il contesto culturale modifica la lettura di un colore o di una finitura, come il progettista può usare consapevolmente questi meccanismi per generare significato.
Voci dalla filiera: chi produce, chi trasforma, chi progetta
La presenza di figure di rilievo del mondo industriale e creativo ha dato concretezza e profondità ai temi trattati. Raffaele Lazzari, responsabile dei Progetti Speciali di Metalco, ha portato la visione di un’azienda che fa del design urbano e del finishing un elemento identitario. Arianna Dal Zot, a capo del CMF Design di Safilo, ha mostrato come il colore, il materiale e la finitura siano leve strategiche nel mercato dell’eyewear di alta gamma — un esempio perfetto di come la superficie non sia mai neutrale, ma sempre portatrice di posizionamento e valore.
Sul fronte architettonico, Aldo Parisotto dello studio Parisotto Formenton & Partners e Marco Marin di LCM Marin hanno condiviso la loro prospettiva di progettisti che dialogano quotidianamente con i fornitori di materiali e finiture, spiegando come la scelta delle superfici incida sull’esito finale di un’opera e sull’esperienza di chi la abita.
Le aziende padrone di casa — 3P Verniciature di Santa Maria di Sala, perfetto esempio di eccellenza artigianale e industriale veneta, e CFN Finishing di Alpago (BL) — hanno allestito nella sala ovale una selezione di soluzioni di finitura, trasformando lo spazio in una vera e propria galleria materica, con campioni e applicazioni realizzati insieme a clienti e artigiani partner del territorio: una dimostrazione tangibile di come la collaborazione di filiera produca risultati estetici e funzionali altrimenti irraggiungibili.
I fornitori di tecnologie e prodotti: il motore invisibile della qualità
Una filiera non esiste senza chi fornisce le risorse tecnologiche e di prodotto che rendono possibile il lavoro. In questa giornata, alcuni dei protagonisti di quella parte “invisibile” della catena del valore hanno avuto uno spazio per raccontarsi.
Noxorsokem Group, con il direttore tecnico Fulvio Truant, ha affrontato il tema della protezione delle superfici metalliche dalla corrosione: una sfida tecnica con implicazioni enormi in termini di durabilità, sostenibilità e costo del ciclo di vita del prodotto. Sherwin-Williams, con Davide Aleotti, ha presentato le proprie collezioni di vernici in polvere per l’architettura e il design, dove colore e prestazioni si incontrano in soluzioni pensate per rispondere alle esigenze del progetto contemporaneo. Targa Trade, partner di Lechler, ha invece portato — attraverso le parole di Gianpaolo Cibelli — un caso concreto di sostenibilità applicata: una gamma di prodotti vernicianti all’acqua e con materie prime da fonti rinnovabili, che dimostra come l’innovazione di prodotto, la bellezza e la responsabilità ambientale possano camminare insieme.
Un capitolo a parte merita Cromatica Marcegaglia: Salvatore Pisani, direttore marketing dell’azienda, ha presentato le lamiere decorate attraverso stampa digitale, un’applicazione che ribalta il modo tradizionale di pensare alla superficie metallica, trasformandola in un supporto espressivo capace di raccontare storie, integrare pattern complessi e reinventare la percezione dello spazio architettonico.
La tavola rotonda: verso una visione condivisa di sostenibilità
A chiudere la giornata, una tavola rotonda coordinata da Alberto Zancanella, architetto e voce autorevole nel panorama dell’architettura sostenibile — noto anche per la sua newsletter dedicata ai temi della progettazione responsabile. Insieme ad alcuni dei relatori, Zancanella ha guidato una conversazione aperta su cosa significhi oggi sostenibilità nel mondo delle superfici e del contract: non solo scelta di materiali a basso impatto, ma ridefinizione dei processi produttivi, allungamento del ciclo di vita, design per la riparabilità, e responsabilità condivisa lungo tutta la filiera.
Un finale che ha restituito alla giornata la sua ambizione più profonda: non celebrare il presente, ma costruire insieme una visione del futuro.