Baolab – il laboratorio milanese di CMF Design che unisce pensiero strategico, ricerca cromatica e materica, previsione delle tendenze e sperimentazione progettuale – inaugura a Milano Material Sessions, un ciclo di tre workshop dedicati ad architetti, designer, general contractor e aziende di prodotto, pensati per approfondire il ruolo dei materiali e delle superfici nell’evoluzione del progetto. Gli incontri, che si svolgeranno nello studio di Baolab in via Carlo Farini 6 a Milano, alterneranno momenti teorici e attività pratiche, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere caratteristiche, applicazioni e potenzialità di una selezione di materiali innovativi. L’Evento è in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano: verranno riconosciuti 2 CFP agli Architetti. Codice: ARMI5410 Frequenza minima: 100% Ogni workshop comprende: Qui di seguito il calendario degli appuntamenti: Per registrarsi scrivere all’indirizzo studio@baolab.net per ricevere il form di registrazione da rimandare compilato allo stesso indirizzo. La quota di iscrizione per singolo workshop è di 90 € (IVA inclusa), sono previste scontistiche in caso di iscrizione a più appuntamenti.
Autore: Admin FG
Assovernici fotografa il mercato tra stabilità e nuove sfide
L’industria italiana dei prodotti vernicianti continua a muoversi in uno scenario complesso, segnato da tensioni geopolitiche, volatilità delle materie prime e una domanda industriale ancora debole. È il quadro emerso dall’ultimo Comitato Settore Industria di Assovernici, organizzato in collaborazione con Cerved, che ha analizzato l’evoluzione del mercato e le prospettive della filiera. Materie prime tra stabilizzazione e nuove tensioni Dopo il forte incremento registrato nei primi mesi del 2023, i prezzi delle commodities chimiche hanno attraversato una fase di graduale stabilizzazione, pur mantenendosi su livelli superiori rispetto al periodo pre-pandemico. La domanda industriale contenuta e l’eccesso di capacità produttiva nei Paesi asiatici avevano favorito una lieve flessione delle quotazioni, interrotta però dallo scorso marzo a causa delle tensioni geopolitiche e delle criticità logistiche. L’evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz continua a rappresentare una variabile determinante per l’andamento dei prezzi di materie prime, petrolio, gas naturale ed energia elettrica. Tra i casi più significativi figura il biossido di titanio, che dopo una fase di ribasso ha registrato un nuovo aumento dei prezzi, sebbene più contenuto rispetto ad altre sostanze chimiche. Alcuni polimeri termoplastici, infatti, hanno addirittura raddoppiato le proprie quotazioni tra marzo e aprile 2026. La filiera guarda alle infrastrutture Sul fronte della domanda, il quadro resta eterogeneo. In un contesto di rallentamento che interessa diversi comparti industriali, il settore delle carpenterie metalliche continua a rappresentare uno dei principali motori di crescita per il mercato dei prodotti vernicianti. La realizzazione di ponti, edifici industriali, capannoni e strutture metalliche beneficia infatti degli investimenti pubblici legati al PNRR e agli altri programmi nazionali destinati alle infrastrutture e all’edilizia pubblica non residenziale. Segnali positivi arrivano anche dall’automotive, che mostra un temporaneo recupero, mentre il comparto delle costruzioni continua a presentare due velocità: da una parte la crescita delle opere pubbliche, dall’altra la persistente debolezza delle ristrutturazioni nel residenziale privato. I ritardi accumulati nella conclusione degli interventi finanziati dal PNRR potrebbero tuttavia continuare a sostenere la domanda interna anche nei prossimi mesi. Liquidi in crescita, polveri stabili L’analisi delle aziende associate ad Assovernici evidenzia un andamento differenziato tra le diverse categorie di prodotto. Le vernici liquide mostrano una crescita trainata soprattutto dalla categoria dei fondi. Nel comparto a solvente le migliori performance arrivano dai sistemi K2, mentre nel segmento all’acqua sono le paste coloranti a sostenere lo sviluppo. Per i fondi all’acqua si registra inoltre un deciso incremento delle soluzioni K1, mentre nel solvente la crescita continua a concentrarsi prevalentemente sui prodotti K2. Per quanto riguarda le vernici in polvere, il mercato mantiene un andamento sostanzialmente stabile. A sostenere il comparto sono soprattutto le polveri epossidiche e i poliesteri certificati, che confermano un interesse crescente da parte dell’industria grazie alle loro prestazioni tecniche e alla crescente attenzione verso qualità e sostenibilità. L’analisi di Assovernici conferma così un settore resiliente, chiamato a confrontarsi con uno scenario internazionale ancora instabile ma capace di individuare nuove opportunità di sviluppo attraverso innovazione, investimenti infrastrutturali e specializzazione dei prodotti.
Pininfarina Academy forma i designer del futuro
La formazione dei designer non può più limitarsi alla progettazione di un oggetto: deve insegnare a comprendere materiali, processi produttivi, tecnologie e relazioni tra persone e spazi. È questa la filosofia emersa durante la presentazione finale della Pininfarina Academy Summer School 2026, alla quale finituregreen ha partecipato nella sede di Cambiano. Per chi opera nel mondo del design, Pininfarina rappresenta un punto di riferimento assoluto. Dall’automotive all’architettura, il marchio ha contribuito per decenni a definire un linguaggio progettuale riconoscibile, influenzando l’evoluzione delle superfici, delle proporzioni, dei materiali e della percezione estetica. Un patrimonio che oggi continua a evolversi attraverso un approccio multidisciplinare capace di mettere in dialogo design, innovazione tecnologica e produzione. Una scuola dove il progetto incontra la realtà La Summer School, svoltasi dal 6 al 17 luglio 2026, ha riunito studenti internazionali in un percorso intensivo costruito attorno alla filosofia progettuale di Pininfarina. Il programma si è articolato in due settimane complementari. La prima ha introdotto i partecipanti ai principi del design Pininfarina attraverso lezioni teoriche, workshop sul concept design e sulla definizione dell’esperienza utente, approfondimenti sul Design for Manufacturing and Assembly (DfMA), esercitazioni di modellazione digitale con Rhino, SubD e Grasshopper e momenti di confronto in formato Pecha Kucha. La seconda settimana ha invece trasferito il progetto nella dimensione della produzione. Grazie alla collaborazione con AIVOX, partner tecnico dell’iniziativa, gli studenti hanno sperimentato tecniche di prototipazione avanzata utilizzando il taglio hot-wire e la fresatura robotizzata con un braccio KUKA, trasformando le proprie idee in prototipi fisici da presentare a una giuria composta dagli architetti di Pininfarina. Il valore del manufacturing Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la giornata finale è stato il ruolo attribuito alla manifattura. Nel corso degli interventi è stato ribadito come la formazione del designer non possa più fermarsi alla fase creativa. Comprendere la supply chain, confrontarsi con i vincoli produttivi e conoscere le tecnologie industriali rappresentano oggi competenze indispensabili. Lo sintetizza perfettamente una delle frasi che hanno accompagnato l’intero percorso: “It’s not all about design, but the execution.” Un’affermazione che riflette una visione sempre più diffusa anche nel mondo del CMF, dove la qualità di una superficie nasce dall’incontro tra ricerca estetica, innovazione dei materiali e capacità produttiva. Superfici, spazio e identità Il tema scelto per l’edizione 2026, Inside-Out, ha proposto una riflessione sul rapporto tra involucro, superficie e identità dello spazio. Una ricerca che trova particolare sintonia con il mondo raccontato da finituregreen, dove la superficie non rappresenta un semplice rivestimento ma diventa elemento capace di costruire relazioni sensoriali, comunicare valori e definire l’esperienza dell’utente. Molti dei progetti finali hanno esplorato proprio questo dialogo tra architettura, arredo e spazio pubblico attraverso canopy, sistemi di seduta e installazioni, reinterpretando il patrimonio progettuale di Pininfarina con uno sguardo rivolto alle esigenze contemporanee. Le persone al centro del progetto Durante la cerimonia conclusiva, il CEO di Pininfarina ha sottolineato come la relazione tra spazio, persone e architettura rappresenti oggi uno degli elementi chiave della visione aziendale. L’obiettivo è costruire un ecosistema nel quale living e mobility dialoghino in maniera sempre più integrata, mettendo al centro non solo il cliente, ma tutte le persone che interagiscono con il progetto. Una prospettiva che supera la tradizionale distinzione tra settori e apre a una progettazione sempre più interdisciplinare, nella quale architettura, design, tecnologia e manifattura concorrono a definire un’unica esperienza. Un ponte tra industria e cultura del progetto Il valore della Pininfarina Academy risiede proprio nella capacità di mettere in relazione mondi spesso separati: università, industria, ricerca e sperimentazione. L’iniziativa ha visto la partecipazione di relatori internazionali come Xavier De Kestelier, Arturo Tedeschi, Federico Borello, Ingrid Paoletti e Jacopo Foggini, con il contributo di partner e sponsor quali Intesa Sanpaolo, Ghella, Mered, Manni Group, Marazzi, Rubner, Rockwool e AIVOX, oltre al patrocinio di ADI e Fondazione per l’Architettura Torino.
finituregreen #30 Tecnologia e CMF design
Il numero 30 di finituregreen è dedicato alle tecnologie per il CMF Design e come innovazione, ricerca, sostenibilità e digitalizzazione stiano ridefinendo il ruolo di colori, materiali e finiture nei settori dell’architettura, dell’interior design e del design industriale. Attraverso contributi di esperti internazionali, casi studio e progetti, il magazine offre una panoramica sulle principali evoluzioni del settore, confermando il CMF Design come elemento strategico per lo sviluppo di prodotti e ambienti contemporanei. finituregreen #31 giugno 2026 Il CMF Design diventa una leva strategica L’editoriale di Patricia Malavolti analizza la crescente importanza del CMF Design (Colour, Material & Finish) all’interno delle strategie aziendali. Il progetto non riguarda più soltanto la scelta estetica di colori e materiali, ma integra ricerca, processi produttivi, sostenibilità, marketing e innovazione, diventando uno strumento decisionale fin dalle prime fasi dello sviluppo di un prodotto. Colore, luce e percezione: la scienza dietro le superfici Alessandro Farini approfondisce il rapporto tra colore, luce e percezione visiva, illustrando come metamerismo, lucentezza, illuminazione e contesto influenzino la percezione cromatica. L’articolo, basato sulle ricerche del laboratorio ViOLa del CNR e dell’Università di Firenze, dimostra che il colore è il risultato dell’interazione tra superficie, materiale e sistema visivo, superando il semplice dato fisico. Il colore come specchio dei cambiamenti sociali Montaha Hidefi, presidente del Color Marketing Group®, propone una riflessione sul ruolo del colore nei tempi difficili, mostrando come pandemie, crisi economiche, intelligenza artificiale e cambiamenti climatici influenzino le preferenze cromatiche. Il colore emerge come linguaggio emotivo e culturale, capace di interpretare i cambiamenti della società e orientare designer, aziende e progettisti verso nuove sensibilità. Nuovi materiali e filiere sostenibili Il magazine dedica un ampio focus ai nuovi materiali, raccontando le innovazioni che stanno trasformando il settore: dalla decarbonizzazione del cemento ai compositi riciclabili, fino alle nuove filiere produttive orientate alla sostenibilità e all’economia circolare. L’obiettivo è evidenziare come la ricerca sui materiali rappresenti oggi uno dei principali motori dell’innovazione progettuale. Progetti, design e applicazioni Ampio spazio è riservato anche ai casi applicativi. Tra questi figurano il racconto della nautica di lusso firmata Comitti, il progetto di riqualificazione dell’Hotel Cristallo di Mantova sviluppato con Cromatica Marcegaglia, il contributo dedicato a Karim Rashid, la rubrica CMF Stories realizzata con Safilo e gli approfondimenti della sezione finiture Book dedicata a Gianfranco Frattini, oltre alle rubriche Hype, Vibe ed Event dedicate alle tendenze, ai prodotti e agli appuntamenti del settore. Una visione internazionale del progetto Bilingue e rivolta ad architetti, designer, progettisti e aziende manifatturiere, questa edizione di finituregreen propone una lettura trasversale del mondo delle superfici, dimostrando come il CMF Design sia oggi il punto d’incontro tra tecnologia, cultura del progetto, ricerca scientifica e innovazione industriale. Un numero che guarda al futuro delle superfici attraverso il dialogo tra università, imprese e professionisti internazionali.
Milano-Monza-Lodi, 40 mila euro alle PMI dell’arredo per crescere negli Usa
La filiera dell’arredo di Milano, Monza Brianza e Lodi guarda agli Stati Uniti con uno strumento concreto per sostenere export, innovazione e competitività internazionale nella filiera del design e dell’arredo. La Camera di commercio ha lanciato il bando Masterclass PID 2026: un percorso di accompagnamento dedicato a 30 imprese del territorio, con servizi specialistici, missioni commerciali e contributi a fondo perduto fino a 40 mila euro per azienda. Un’iniziativa strategica che punta a rafforzare la presenza del Made in Italy nel mercato americano, oggi ancora tra i più rilevanti per il settore arredo-design. Un sostegno concreto alle imprese del territorio Promosso dalla Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi con il supporto di Formaper e Promos Italia, il progetto nasce in un momento complesso ma ricco di opportunità per il comparto. Tra Milano, Monza Brianza e Lodi operano infatti oltre 3 mila imprese del sistema casa, capaci di generare circa 10 miliardi di euro di fatturato, pari al 20% dell’intera filiera nazionale. Gli Stati Uniti rappresentano oggi il secondo mercato di riferimento per l’arredo italiano, con un export che supera i 2,4 miliardi di dollari, pari al 13% del totale del settore. Secondo i dati del Centro Studi di FederlegnoArredo, tra il 2013 e il 2025 il valore dell’export italiano della filiera verso gli USA è più che raddoppiato, passando da 848 milioni di euro a circa 2 miliardi di euro. Nonostante le recenti tensioni geopolitiche e il rallentamento della domanda interna, il mercato statunitense continua infatti a premiare il design italiano, soprattutto nelle fasce premium e luxury. Formazione, missione Usa e contributi a fondo perduto Il percorso durerà 12 mesi e accompagnerà le imprese fino al Salone del Mobile 2027. Il valore complessivo del programma è di 40 mila euro per azienda, suddivisi tra servizi specialistici, missione commerciale e contributi economici. La prima fase prevede servizi per circa 15 mila euro, con attività formative dedicate alla comprensione del mercato americano, agli standard qualitativi richiesti, ai modelli organizzativi e alla governance digitale. Le aziende potranno inoltre sviluppare competenze legate a finanza, risorse umane, innovazione tecnologica e ottimizzazione dei processi. Le imprese considerate pronte accederanno poi a una missione commerciale negli Stati Uniti, dal valore di circa 5 mila euro, prevista nell’autunno 2026 e focalizzata su incontri con buyer, importatori e operatori del settore. A supporto dell’ingresso nel mercato americano è previsto infine un contributo a fondo perduto fino a 20 mila euro, destinato a coprire il 60% delle spese ammissibili. Gli Usa premiano qualità, finiture e outdoor I dati del Centro Studi di FederlegnoArredo evidenziano come, nonostante una lieve flessione complessiva dell’export verso gli USA nel 2025 (-3,9%), alcune categorie abbiano registrato crescite importanti. In particolare l’edilizia-arredo — che comprende finiture, porte, finestre e pavimenti in legno — ha segnato un incremento del +21,9%. Cresce anche l’interesse verso il mondo outdoor, diventato uno dei segmenti più dinamici del mercato americano. Interessante anche il dato relativo ai distretti luxury statunitensi: aree come Miami e Los Angeles continuano a mostrare segnali positivi per il design italiano di fascia alta. Da tempo, come finituregreen, seguiamo da vicino l’evoluzione della filiera del design e delle superfici in Brianza, raccontando aziende, innovazione, materiali e nuovi scenari internazionali. Per questo sosteniamo iniziative capaci di accompagnare concretamente le imprese del territorio verso mercati strategici come quello americano, dove qualità progettuale, customizzazione e cultura manifatturiera italiana continuano a rappresentare un elemento distintivo. Per informazioni sul bando:Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi Approfondimenti sul comparto:FederlegnoArredo Francesca Motta
L’identità attraverso il colore. Intervista all’architetto Cristina Cocco
Nel panorama dell’architettura moderna e dei rivestimenti, il colore ha superato la sua antica funzione decorativa per trasformarsi in un pilastro della progettazione strategica. Oggi non si tratta più di assecondare le mode passeggere, ma di comprendere come le frequenze cromatiche possano influenzare il benessere psicofisico e l’identità profonda di chi abita uno spazio. L’approccio dell’architetto Cristina Cocco parte proprio da qui: un profilo che unisce il rigore tecnico alla sensibilità emotiva, promuovendo una visione innovativa della comunicazione digitale nel settore del design. Cristina Cocco, architetto abilitata dal 2021 con un’esperienza quasi decennale nel settore delle finiture, oltre alla libera professione, è consulente ambassador per il colore RAH, dedicandosi alla trasformazione delle superfici attraverso progetti ‘’su misura’’. La sua missione principale è divulgare il valore autentico della figura dell’architetto proponendo uno stile distintivo come il MedJapandi, dove il progetto mixa radici mediterranee italiane e l’essenzialità del minimalismo orientale, creando ambienti che celebrano sia il calore che la pulizia formale. Il colore non è solo decorazione. Come lo interpreta nei suoi progetti? Il colore rappresenta uno strumento strategico che agisce direttamente sulla percezione della sostenibilità e sul benessere abitativo. In passato l’uso delle tinte è stato spesso limitato da trend temporanei che generavano spazi privi di anima o eccessivamente forzati. Al contrario, oggi è fondamentale considerare il colore come una colonna portante del progetto architettonico. Passare dalla logica della tendenza a quella dell’identità permette di realizzare ambienti capaci di resistere al tempo. Progettare con consapevolezza cromatica significa studiare l’interazione tra luce e materiali per generare palette che facciano sentire il cliente realmente accolto nel proprio spazio vitale. In qualità di esperta del metodo RAH Colour, può spiegarci come questo test trasformi il rapporto tra progettista e cliente? Il RAH Colour Test ha segnato un punto di svolta nel mio metodo di lavoro poiché permette di indagare l’identità cromatica profonda dell’individuo. Il test si sviluppa in circa mezz’ora attraverso tre fasi distinte che includono un’analisi introspettiva delle emozioni, una risposta intuitiva a oltre duecento colori e una selezione visiva finale. Questo sistema semplifica enormemente il processo decisionale per noi professionisti. Invece di basarci su gusti soggettivi o mode volatili, utilizziamo i cosiddetti colori felici che il cliente percepisce come propri a livello inconscio. La scoperta della propria tavolozza identitaria genera spesso una forte reazione emotiva, rendendo il risultato finale estremamente gratificante. Quali sono le direzioni dell’estetica attuale e come si posiziona la sua cifra stilistica in questo contesto? Attualmente si riscontra un crescente interesse verso palette naturali e complesse che richiamano toni della terra e verdi desaturati per ristabilire una connessione con la natura. Il mio stile MedJapandi reinterpreta il minimalismo giapponese e nordico aggiungendo il carattere tipico del Mediterraneo. Su basi neutre e materiche innesto le sfumature di blu e azzurro legate alle mie origini, conferendo maggiore solarità agli interni. Sono convinta che la casa debba essere concepita come un abito su misura, riflettendo la personalità di chi la vive senza l’obbligo di aderire a canoni estetici imposti per timore del giudizio altrui. Nella scelta dei rivestimenti, quale importanza riveste la finitura superficiale per la resa cromatica? Il colore non deve mai essere considerato in isolamento rispetto alla superficie che lo ospita. Una finitura opaca tende ad assorbire la luce rendendo la tonalità più morbida e profonda, mentre una superficie lucida la riflette enfatizzandone la brillantezza. Le superfici materiche creano invece un dinamismo di luci e ombre che rende il colore vibrante. Spesso i toni polverosi o desaturati sono quelli che garantiscono la maggiore profondità spaziale, offrendo un’alternativa sofisticata al classico bianco che rischia frequentemente di apparire troppo asettico o privo di profondità. Come si integra la sua attività di UGC Creator con la professione di architetto nella narrazione dei brand di design? L’attività di creator è ormai perfettamente integrata nel mio percorso professionale attraverso la produzione di contenuti video autentici per showroom e aziende del settore. Valorizzo i prodotti dei brand attraverso l’occhio tecnico di un progettista, sapendo che oggi la maggior parte delle persone si informa online prima di scegliere un consulente. Anche nella comunicazione digitale il colore gioca un ruolo cruciale poiché identifica l’essenza stessa di un’azienda. Utilizzo la coerenza cromatica per costruire narrazioni distintive che permettano ai brand di distinguersi nel mercato digitale contemporaneo. Elisa Cicatiello
Dietro le quinte delle superfici: il design vince se la filiera fa rete
L’evento, organizzato da finituregreen con il supporto tecnico de La Rivista del Colore, diventa format capace di creare valore reale per il territorio, dimostrando che quando una filiera si racconta, si incontra e riflette su sé stessa, genera molto più di un convegno: genera rete. Il 15 maggio Villa Farsetti, a Santa Maria di Sala (VE), ha ospitato una giornata dedicata al mondo del contract e del design. Tra il teatro e la sala ovale della storica villa settecentesca, l’evento si è trasformato in molto più di un semplice convegno: un momento di confronto e connessione tra aziende, professionisti e artigiani di uno dei distretti più dinamici d’Italia per superfici, verniciatura industriale e artigianalità. Una filiera che si incontra, si riconosce e si connette La giornata “Dietro le quinte delle superfici” nasce da una visione precisa: far emergere e connettere tutti gli attori di una filiera che spesso lavora in parallelo senza incontrarsi — produttori di semilavorati, verniciatori, chimici di prodotto, fornitori di tecnologie, progettisti, designer CMF e architetti. Portarli sotto lo stesso tetto, in un contesto culturalmente elevato, ha permesso non solo di condividere competenze tecniche, ma di costruire relazioni durature tra chi produce e chi progetta, tra chi trasforma e chi immagina. Il sostegno delle principali associazioni datoriali del territorio — Confapi Venezia, Associazione Artigiani del Miranese, Confartigianato Riviera del Brenta e Confartigianato Città Metropolitana di Venezia — ha conferito all’iniziativa una forte radice istituzionale, segnalando come la costruzione di reti di filiera sia oggi una priorità condivisa anche a livello associativo. La collaborazione con ADI Veneto e Trentino Alto Adige e con AIPI, l’associazione degli interior designer, ha invece garantito il presidio della dimensione progettuale, mentre il patrocinio dell’Ordine degli Architetti PPC di Monza e della Brianza — che ha riconosciuto crediti formativi agli architetti partecipanti — ha sottolineato il valore culturale e professionale dell’evento. Le superfici come linguaggio: tecnica, materia e percezione Al centro della giornata, un tema tanto concreto quanto filosofico: le superfici non sono semplici finiture, ma strumenti narrativi. Luce, colore, materiali e texture ridefiniscono la percezione dello spazio e il valore percepito del prodotto. È attorno a questa idea che si è costruita l’architettura dei contenuti, capace di muoversi con coerenza tra la chimica delle vernici, il CMF design industriale e la cultura della percezione visiva. A tenere le fila di questa narrazione multidisciplinare è stato Gianpiero Alfarano, professore alla Facoltà di Design dell’Università di Firenze, la cui lectio su cultura e percezione ha offerto una cornice teorica di grande spessore: come il cervello interpreta le superfici, come il contesto culturale modifica la lettura di un colore o di una finitura, come il progettista può usare consapevolmente questi meccanismi per generare significato. Voci dalla filiera: chi produce, chi trasforma, chi progetta La presenza di figure di rilievo del mondo industriale e creativo ha dato concretezza e profondità ai temi trattati. Raffaele Lazzari, responsabile dei Progetti Speciali di Metalco, ha portato la visione di un’azienda che fa del design urbano e del finishing un elemento identitario. Arianna Dal Zot, a capo del CMF Design di Safilo, ha mostrato come il colore, il materiale e la finitura siano leve strategiche nel mercato dell’eyewear di alta gamma — un esempio perfetto di come la superficie non sia mai neutrale, ma sempre portatrice di posizionamento e valore. Sul fronte architettonico, Aldo Parisotto dello studio Parisotto Formenton & Partners e Marco Marin di LCM Marin hanno condiviso la loro prospettiva di progettisti che dialogano quotidianamente con i fornitori di materiali e finiture, spiegando come la scelta delle superfici incida sull’esito finale di un’opera e sull’esperienza di chi la abita. Le aziende padrone di casa — 3P Verniciature di Santa Maria di Sala, perfetto esempio di eccellenza artigianale e industriale veneta, e CFN Finishing di Alpago (BL) — hanno allestito nella sala ovale una selezione di soluzioni di finitura, trasformando lo spazio in una vera e propria galleria materica, con campioni e applicazioni realizzati insieme a clienti e artigiani partner del territorio: una dimostrazione tangibile di come la collaborazione di filiera produca risultati estetici e funzionali altrimenti irraggiungibili. I fornitori di tecnologie e prodotti: il motore invisibile della qualità Una filiera non esiste senza chi fornisce le risorse tecnologiche e di prodotto che rendono possibile il lavoro. In questa giornata, alcuni dei protagonisti di quella parte “invisibile” della catena del valore hanno avuto uno spazio per raccontarsi. Noxorsokem Group, con il direttore tecnico Fulvio Truant, ha affrontato il tema della protezione delle superfici metalliche dalla corrosione: una sfida tecnica con implicazioni enormi in termini di durabilità, sostenibilità e costo del ciclo di vita del prodotto. Sherwin-Williams, con Davide Aleotti, ha presentato le proprie collezioni di vernici in polvere per l’architettura e il design, dove colore e prestazioni si incontrano in soluzioni pensate per rispondere alle esigenze del progetto contemporaneo. Targa Trade, partner di Lechler, ha invece portato — attraverso le parole di Gianpaolo Cibelli — un caso concreto di sostenibilità applicata: una gamma di prodotti vernicianti all’acqua e con materie prime da fonti rinnovabili, che dimostra come l’innovazione di prodotto, la bellezza e la responsabilità ambientale possano camminare insieme. Un capitolo a parte merita Cromatica Marcegaglia: Salvatore Pisani, direttore marketing dell’azienda, ha presentato le lamiere decorate attraverso stampa digitale, un’applicazione che ribalta il modo tradizionale di pensare alla superficie metallica, trasformandola in un supporto espressivo capace di raccontare storie, integrare pattern complessi e reinventare la percezione dello spazio architettonico. La tavola rotonda: verso una visione condivisa di sostenibilità A chiudere la giornata, una tavola rotonda coordinata da Alberto Zancanella, architetto e voce autorevole nel panorama dell’architettura sostenibile — noto anche per la sua newsletter dedicata ai temi della progettazione responsabile. Insieme ad alcuni dei relatori, Zancanella ha guidato una conversazione aperta su cosa significhi oggi sostenibilità nel mondo delle superfici e del contract: non solo scelta di materiali a basso impatto, ma ridefinizione dei processi produttivi, allungamento del ciclo di vita, design per la riparabilità, e responsabilità condivisa lungo tutta la filiera. Un finale che ha restituito alla…
Dietro le quinte delle superfici: il programma del 15 maggio
Il 15 maggio 2026 ti aspettiamo a Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (VE), nel cuore del Veneto tra Venezia, Padova e Treviso, per una giornata dedicata a superfici, materiali, colore, innovazione e progetto. “Dietro le quinte delle superfici” riunirà aziende, architetti, designer, terzisti, professionisti del CMF e operatori del contract per confrontarsi sulle nuove tendenze del settore e creare relazioni di valore. Una giornata immersiva tra talks, networking, casi studio, aree espositive e incontri con alcuni dei protagonisti del mondo design e finiture. I protagonisti• Aldo Parisotto, Parisotto+Formenton & Partners• Arianna Dal Zot, cmf designer Safilo• Marco Marin, LCM Studio• Raffaele Lazzari, Metalco• Gianpiero Alfarano, docente Università di Firenze• Alberto Zancanella, architetto• Marino Zancanella, docente e architetto Programma mattino9.30 – Saluti istituzionali9.45 – Associazioni patrocinanti: panoramica della produzione nelle province del Veneto10.10 – Piccole produzioni, grandi personalizzazioni: qualità e sostenibilità“Come affrontano le nuove tendenze le aziende del territorio”.Con: 3P Verniciature, CFN Finishing10.50 – Raffaele Lazzari, Metalco: esperienza nella produzione di arredo urbanoA seguire:• Aspetto anticorrosivo delle superfici metalliche (Noxorsokem)• Vernici in polvere: caratteristiche ed effetti (Sherwin-Williams)11.50 – Arianna Dal Zot, Safilo: ricerca delle finiture nell’occhialeriaA seguire:Vernici all’acqua con materie prime da fonti rinnovabili per plastiche e metalli: il progetto Targa Trade.12.20 – Marino Zancanella presenta la mostra Laboratorium Infinito Venezia, in corso presso gli spazi di Villa Farsetti, e il suo libro Prima della Forma.12.30 – Chiusura lavoriDurante la pausa sarà possibile partecipare alle visite guidate di Villa Farsetti.Le visite sono prenotabili in loco oppure scrivendo a green@finituregreen.it. Programma pomeriggio14.30 – Saluti14.45 – Aldo Parisotto, Parisotto+Formenton & Partners“L’architettura e la materia”15.15 – Gianpiero Alfarano“Le superfici come interfaccia di nuove sensibilità”A seguire:Superfici che raccontano storie, nuove possibilità con la stampa digitale di Cromatica Marcegaglia.16.15 – Esperienze di progetto con Marco Marin, LCM Studio16.45 – Alberto Zancanella, architetto“La sostenibilità nella progettazione contemporanea”17.15 – Patricia Malavolti, finituregreen modera la tavola rotonda “Piccole produzioni, grandi personalizzazioni: tendenze e scenari”. Dalle 18 – Spritz networking tra aziende, progettisti e professionisti della filiera. Riserva il tuo posto gratuito. Per info: green@finituregreen.it
interzum forum italy 2026: a Bergamo il confronto internazionale sulla filiera del mobile e del design
Il comparto del mobile e del design torna a confrontarsi sui grandi temi della trasformazione industriale. Il 4 e 5 giugno 2026, a Bergamo, va in scena la seconda edizione di interzum forum italy 2026, appuntamento dedicato alla subfornitura, ai materiali, alle tecnologie e ai processi produttivi per l’industria dell’arredo. Con oltre 230 espositori provenienti da 24 Paesi, più di 25 talk, oltre 40 speaker al Trend Stage e più di 15 keynote speaker per Surface in Motion Italia, la manifestazione si propone come piattaforma strategica per interpretare le nuove dinamiche della filiera. Organizzato subito dopo il Salone del Mobile, l’evento arriva in un momento cruciale per il settore, segnato da un ripensamento delle catene di fornitura, delle logiche produttive e dei modelli di collaborazione tra imprese. L’obiettivo è riportare il dibattito nel contesto operativo dell’industria, mettendo in relazione aziende, progettisti, partner tecnologici e rappresentanti dei principali distretti produttivi italiani e internazionali. Materiali, superfici e tecnologie al centro dell’industria del design a Interzum La due giorni di Bergamo accenderà i riflettori sui temi chiave che stanno ridefinendo il mondo dell’arredo: innovazione dei materiali, sostenibilità, digitalizzazione dei processi, impatto economico e nuove esigenze progettuali. Tra le aziende presenti figurano realtà come Albrecht Baeumer, Asa Plastici, Brighi Tecnologie, Boyteks, Bock, Cofemo, Gruppo Bonomi Pattini, Gruppo Grassi, Kesseboehmer Italia, Linak Italia, L&S Italia, Marcegaglia Specialities, Motion Italia, Simalfa, Stellini Textile, Ternoscorrevoli e Top Linea. La manifestazione unirà l’area espositiva dedicata ai comparti Function & Components, Materials & Nature e Textile & Machinery con un articolato programma congressuale pensato per offrire strumenti concreti alle imprese. Approfondimenti, case study e tavole rotonde analizzeranno i trend emergenti e le prospettive future del settore, con particolare attenzione alle connessioni tra design, produzione e supply chain. Contract, transportation e recreational vehicles tra i nuovi scenari progettuali Il pubblico di interzum forum italy comprenderà aziende dell’arredo, produttori di materiali e tecnologie, studi di progettazione, interior designer, general contractor e operatori specializzati. L’orizzonte progettuale si amplia infatti verso ambiti sempre più integrati con il mondo del furniture design, dal contract all’hospitality, fino ai recreational vehicles, alla nautica e al transportation design. Secondo Thomas Rosolia, amministratore delegato di Koelnmesse Italia, il programma è stato costruito in stretta collaborazione con le aziende della filiera: “La definizione del palinsesto e la selezione degli speaker sono il risultato di un lavoro congiunto con le aziende della filiera e i loro rappresentanti. I temi che affronteremo sono stati sviluppati in modo strategico, con l’obiettivo di offrire un supporto concreto a chi, all’interno delle imprese, è chiamato a definire una visione di medio periodo”. Rosolia sottolinea inoltre come il format compatto di due giornate sia stato progettato per concentrare contenuti, analisi e strumenti utili a orientare le decisioni operative e strategiche del comparto. Premio all’innovazione e focus sulle strategie internazionali della filiera Ad aprire ufficialmente la manifestazione sarà la premiazione dell’interzum forum italy award 2026, riconoscimento dedicato alle innovazioni tecniche e sostenibili della filiera. Una giuria internazionale sta valutando le candidature e i vincitori saranno annunciati il 4 giugno sul palco del Trend Stage. A seguire, si terrà una conferenza con alcuni tra i principali rappresentanti delle associazioni e degli osservatori internazionali del settore: Edi Snaidero, presidente di European Furniture Industries Confederation, Volker Irle, managing director di The Association of Modern Kitchen, Federica Dallanoce, presidente di Associazione Italiana Acquisti e Supply Management, Alessandra Tracogna, partner e senior expert di CSIL, e Jörg Buck, consigliere delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica. Il confronto offrirà una lettura aggiornata delle dinamiche internazionali del furniture business, con particolare attenzione a mercati, approvvigionamenti e scenari economici. Installazioni speciali e network internazionale per il design del futuro Accanto alle aree espositive, interzum forum italy ospiterà installazioni e aree speciali sviluppate in collaborazione con aziende e partner del design. I visitatori potranno osservare applicazioni concrete di materiali, componenti e tecnologie all’interno di soluzioni d’arredo complete, attraverso scenografie immersive e installazioni progettate dai protagonisti del settore. La manifestazione si avvale inoltre del supporto di numerosi Knowledge Partner, tra cui AIPI, AIPEF, European Bedding Association, National Bed Federation, Politecnico di Milano e POLI.design. Ulteriori informazioni, il programma completo del congresso e le modalità di accesso gratuito previa registrazione sono disponibili su interzum forum italy.
Materiali tecnici e sensoriali: dentro la ChorusLife Immersive Spa
Nel mondo del wellness contemporaneo, materiali e finiture non sono più elementi secondari ma diventano infrastrutture del benessere. In ambienti ad alta complessità come le spa — caratterizzati da umidità costante, contatto diretto con acqua, agenti chimici e forte calpestio — ogni superficie deve rispondere a requisiti tecnici stringenti: resistenza alla corrosione, durabilità, sicurezza antiscivolo, stabilità nel tempo. Ma non solo. La materia diventa anche linguaggio progettuale, capace di influenzare percezione, comfort e qualità dell’esperienza. E in Choruslife si percepisce chiaramente la volontà dei progettisti di giocare con i materiali in modo organico. Il progetto ChorusLife tra tecnica e percezione Nel nuovo distretto ChorusLife di Bergamo, progettato da Joseph Di Pasquale con JDP Architects, la spa rappresenta il punto di incontro tra infrastruttura urbana e dimensione intima. La ChorusLife Immersive Spa, sviluppata su 9.000 mq e aperta il 15 gennaio 2026, si inserisce come nodo strategico del masterplan, non come servizio accessorio ma come elemento strutturale della visione. Il progetto, avviato nel 2023 e realizzato tra il 2024 e il 2025, si distingue per una coerenza progettuale trasversale che coinvolge oltre trenta ambienti tematici, ciascuno costruito su un equilibrio preciso tra materia, luce, suono e profumo. La materia come sistema progettuale Lo Studio RAL3020 — con Fulvio Papponetti, Stefano Genoni e Maurizia Catalfamo — firma l’interior design traducendo la complessità tecnica in esperienza sensoriale. Qui i materiali non rivestono semplicemente gli spazi: definiscono le condizioni ambientali.Le superfici sono selezionate per gestire acqua, vapore, escursioni termiche e prodotti chimici, evitando fenomeni come ossidazione e degrado. Allo stesso tempo, ogni scelta materica costruisce un preciso rimando visivo e tattile: texture, colori e finiture dialogano con la luce e contribuiscono a una percezione immersiva e coerente. Il travertino, ad esempio, nella zona dedicata alla Roma Antica. Un viaggio sensoriale tra materia, colore e olfatto Il progetto si sviluppa come un vero e proprio percorso esperienziale globale: cinque mondi — Roma, Giappone, Himalaya, Marocco e Paesi nordici — vengono reinterpretati attraverso sistemi spaziali completi.In questo contesto, i materiali diventano veicoli culturali: superfici calde o minerali, cromie naturali, finiture opache o riflettenti costruiscono un racconto continuo che cambia da ambiente ad ambiente. L’esperienza si completa con una precisa identità olfattiva firmata Girzi Line Natural Cosmetics e con il paesaggio sonoro sviluppato da Rubrasonic.Il risultato è una coerenza multisensoriale in cui materia, colore e profumo lavorano insieme per guidare il cliente, anche inconsciamente. Capienza, qualità e controllo dell’esperienza Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è la gestione della capienza: la spa ospita oltre trenta esperienze tra indoor e outdoor, con dieci piscine, aree relax e terrazze panoramiche, organizzate secondo un principio di densità controllata.In questo scenario, la scelta dei materiali contribuisce anche alla gestione dei flussi e alla qualità d’uso: superfici resistenti, facili da mantenere e progettate per durare garantiscono continuità prestazionale anche in condizioni di utilizzo intensivo. Specifiche di progetto ChorusLife Immersive SpaProgetto architettonico: Studio RAL3020 — Fulvio Papponetti, Stefano Genoni, Maurizia CatalfamoMasterplan: JDP Architects — Joseph Di PasqualeCinque mondi: Roma, Giappone, Himalaya, Marocco, Paesi nordiciIdentità olfattiva: Girzi Line Natural CosmeticsIdentità sonora: Rubrasonic Francesca Motta









