A giudicare dal numero di libri pubblicati che trattano il tema del colore, si deduce che sia da sempre un argomento affascinante. Il colore ha infinite declinazioni: esiste un approccio scientifico legato alla fisica (luce e ottica), uno emozionale legato alla psicologia, uno legato alla simbologia e molti altri. Fra questi c’è anche il color-design cioè la progettazione del colore applicata agli ambienti e agli oggetti. Questa è l’attività che svolge Francesca Valan, industrial designer. In occasione della Festa della Verniciatura, che si è tenuta al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano lo scorso ottobre, ha presentato una ricerca dal titolo: “Sostenibilità cromatica _ la durata visiva degli oggetti”. Noi le abbiamo chiesto di darci alcune linee guida.

Francesca,

possiamo approfondire la tua ricerca

sulla sostenibilità del colore?

Ci sono più temi che legano il colore alla sostenibilità: il giusto colore allunga la vita di un prodotto, ne migliora l’utilizzo ed evita l’inquinamento visivo.Molti oggetti delle nostre case hanno il proprio colore iconico. Il colore iconico del frigorifero, ad esempio, è il bianco, che può leggermente variare in base al modello e all’anno di produzione, può essere più caldo o più freddo, generalmente i nuovi pigmenti rendono il bianco più “ottico”. Questa categoria di oggetti è chiamata “white goods”. Negli anni le varianti colore sono aumentate, alcuni frigoriferi sono proposti sul mercato europeo anche in dieci varianti colore. Molte di questi colori nascono più per la comunicazione che per la vendita; un frigorifero giallo è più appariscente di uno bianco in un comunicato stampa. In casa però frigorifero giallo ha una durata visiva limitata: diventa un accento molto importante dello spazio e stanca sicuramente prima di un frigorifero di bianco. In un’ottica di produzione sostenibile si dovrebbero ridurre le varianti colore offerte sul mercato e preferire nella scelta produttiva i colori iconici, qualificando la finitura. Se prendiamo ancora ad esempio il frigorifero, può essere offerto in diversi toni di bianco, caldo e freddo e soprattutto in diverse finiture, bianco caldo opaco o bianco freddo lucido. La scelta si orienta sulla finitura piuttosto che sul colore.

Quindi le tendenze nel futuro

si soffermeranno sulla ricerca di nuove finiture

e non del “colore dell’anno”?

Non proprio, ci saranno sempre i colori di tendenza. Il colore dell’anno si offrirà solo su prodotti con una vita limitata. Non è ecologicamente sostenibile usare il colore dell’anno su prodotti che potrebbero durare molti anni. La tendenza, secondo me, sarà quindi ridurre la gamma a pochissimi colori, con finiture contemporanee per la produzione “standard”, mentre per le situazioni contingenti (la moda, la richiesta specifica) ci saranno pezzi unici che avranno costi maggiori ma che, paragonati alle giacenze invendute, saranno vantaggiosi.

Ci sono già impianti che consentono cambi di colore rapidi per la creazione di prodotti customizzati, e nuove tecnologie, come il car wrapping che potrà essere impiegato anche su altri prodotti.

Questo richiede una ricerca sulle finiture

che attualmente non tutte le aziende di vernici sono interessate a fare.

Non pensi che sia molto complesso?

Per sviluppare una nuova finitura ci vuole del tempo, bisogna fare delle ricerche, delle prove, è sicuramente più facile e veloce cambiare colore. Le aziende dovrebbero creare un team formato da tecnici e designer. La figura del designer è molto importante. Le aziende che producono vernici hanno laboratori all’avanguardia, tecnici competenti e sono già in grado di realizzare qualunque colore e finitura. Spesso l’anello mancante è la figura del designer che ha le competenze per selezionare la finitura più adatta in base alla tipologia del prodotto, alla sua forma, al mercato di riferimento e al target.Sarebbe utile alle aziende avvicinarsi alle università e alle scuole di design. Proprio per fare fronte a questa necessità è stato istituito il Master internazionale in Color Design & Technology al Politecnico di Milano che prepara gli studenti a progettare colore e finiture.

Come si potrà rispondere

alle esigenze cromatiche “momentanee”

del consumatore?

Il colore è un bisogno emozionale, non potremmo vivere in un mondo solo neutro e senza accenti. Tuttavia, nella progettazione del colore, questa esigenza momentanea va dissociata da prodotti che durano molto più dell’emozione temporanea del colore. Gli accenti devono poter essere sostituiti appena il bisogno emozionale cambia, diversamente ci si ritrova a subire la presenza di un colore che non ci “serve più”. Oggi si può rispondere a questo bisogno “temporaneo” utilizzando le lampade led, che possono cambiare il colore delle superfici di un ambiente interno attraverso il modello additivo RGB, oppure con fiori o con altri accenti di colore possiamo facilmente sostituire.

I produttori di vernici

cosa dovranno fare?

I concetti di sostenibilità vanno di pari passo con quello di autenticità e anche le superfici dovranno essere autentiche, non si dovranno usare le vernici per simulare materiali diversi da quello con cui è stato costruito l’oggetto. Sostenibilità infatti significa anche produrre con i criteri dell’economia circolare e quindi è importante che si riconosca il materiale con cui viene prodotto, perché bisognerà risolvere i problemi di “dismantling” dei prodotti a fine vita. Quando il prodotto non è monomaterico si dovranno separare i materiali con cui è costruito e dovranno essere riconosciuti facilmente. Le nuove vernici dovranno migliorare l’aspetto, allungare la durata dei prodotti e dare dei valori aggiuntivi. Per le nuove generazioni riconoscere il materiale autentico sarà sempre più un problema perché non hanno l’esperienza del reale. Se uno tocca per la prima volta un marmo di plastica, dato che la prima esperienza è importantissima, non sa distinguere il vero dal falso. Questa cattiva cultura dei materiali – perché siamo arrivati a produrre delle “bugie perfette” – sarà sempre più un problema in un mondo dove dovremo essere in grado di saper riconoscere e differenziare tutti i materiali. Per questo mi piace molto lavorare con i bambini! Per creare una cultura sui materiali.

Per concludere: non ci saranno più vernici che simulano altri materiali, si lavorerà sulla finitura che avrà un grande valore. La vernice avrà un costo dipendente dal proprio marchio di qualità, avrà un valore intrinseco e indipendente da quello del prodotto su cui è applicata.

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