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Scelte sostenibili, lungimiranti, o entrambe?

By 12 Luglio 2021 Agosto 6th, 2021 No Comments

Scelte sostenibili, lungimiranti, o entrambe?

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Le vernici all’acqua sono una scelta sempre più diffusa.

Nonostante i necessari investimenti e le piccole attenzioni tecniche richieste, i i punti a favore delle soluzioni all’acqua appaiono notevoli: sono più sostenibili per l’ambiente, riducono i rischi di salute per gli operatori e, in certi casi, possono avere prestazioni migliori.

Sebbene studiate, sviluppate e rese disponibili già da molti anni, solo da un decennio le tecnologie di verniciatura (macchinari, prodotti, componenti) compatibili con l’ambiente sono diventate argomento ordinario. Non solo: sono sempre più numerosi i casi di aziende che scelgono di rendere sostenibile la propria filiera produttiva. Considerando che spesso si tratta di investimenti ingenti, pare proprio che, a lungo termine, la conversione ecofriendly porti con sé diversi vantaggi anche in termini di risparmio economico.

Focalizziamo il discorso sui prodotti vernicianti all’acqua: se da un lato le restrizioni normative in tema di emissioni in atmosfera hanno dato una grossa spinta al cambiamento, dall’altro i riscontri dei benefici legati a questa tecnologia fanno sì che gli utilizzatori ne rimangano fedeli.

Approfondiamo l’argomento.

Quando si parla di verniciare un supporto, sono davvero molti gli aspetti da considerare per un’applicazione a regola d’arte: tipo di superficie, caratteristiche specifiche, condizioni ambientali, tecnologie a disposizione. Per rivestire un manufatto di legno, ad esempio, occorre tener conto delle problematiche legate a ciascuna tipologia legnosa: densità, caratteristiche meccaniche, grado di umidità, e altro ancora. In alcuni casi, ad esempio, utilizzare una vernice all’acqua su un determinato supporto può significare causare rigonfiamenti e altri effetti indesiderati. È dunque bene valutare sempre le condizioni di partenza.

Sono definiti prodotti vernicianti all’acqua quelli che, per composizione chimica, utilizzano come sostanza di scioglimento dei polimeri acrilici, l’acqua. Lo sviluppo di queste tipologie di rivestimenti è mirato a ridurre l’impiego di solventi organici (per la stessa funzione di cui sopra) e, potenzialmente, a eliminarlo, per la serie di noti svantaggi che portano all’ambiente e agli operatori. È bene tuttavia sottolineare che, le tecnologie di questo tipo ad oggi presenti sul mercato, non azzerano completamente né la presenza di solventi all’interno delle soluzioni, né il loro contenuto di VOC, bensì ne riducono considerevolmente la percentuale (dal 70 – 80% a circa il 30%).

I prodotti vernicianti all’acqua (impregnanti, fondi e finiture), possono essere applicati a spruzzo, con tecnologia airless, a pennello, a rullo, tramite flow coating o a immersione, dopo avere accuratamente pulito il supporto da rivestire e, se necessario, applicato una mano di fondo prima di quella di finitura. Questo tipo di prodotti trovano oggi largo impiego sia nella verniciatura di manufatti da interno, che di strutture da esterno.

Nel primo caso, la bassa tossicità delle vernici e la quasi totale assenza di odore, li rende ideali per l’applicazione su mobili ma anche su parquet. Nel secondo caso invece, è stata verificata una resistenza superiore dei serramenti esterni verniciati all’acqua piuttosto che con prodotti tradizionali. La maggiore elasticità dei rivestimenti all’acqua consente infatti un migliore adattamento del film di vernice ai movimenti del legno, evitandone l’usura precoce.

Sintetizzando, i vantaggi legati all’utilizzo delle vernici all’acqua sono molteplici. In termini di sostenibilità, esse consentono una riduzione fino al 90 – 95% delle emissioni in atmosfera, migliorando così anche l’ambiente di lavoro. A livello di prestazioni, i prodotti all’acqua presenti oggi sul mercato hanno raggiunto e talvolta superato quelle dei prodotti tradizionali al solvente, soprattutto in termini resistenze chimiche, elasticità e quindi durata in esterno, oltre a conferire al manufatto un elevato grado estetico. Ultimo ma non per importanza il fattore economico: riduzione dei consumi e dei costi di smaltimento.

D’altra parte, data la natura di questi prodotti, l’attenzione che si richiede è sicuramente maggiore non solo in termini di applicazione, processo che deve avvenire a determinate temperature (15/20° C) e gradi di umidità (mai troppo elevati), ma anche di stoccaggio (i prodotti all’acqua infatti temono il gelo).

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