Materiali

Qualità, ricerca e innovazione

By 25 Gennaio 2022 Febbraio 23rd, 2022 No Comments

Le fondamenta del prestigio di un brand

Materiali

Eccoci di nuovo di fronte a un esempio di eccellenza Made in Italy nel settore cucine e arredo bagno di alta gamma, laddove il termine eccellenza è utilizzato con tutte le sfumature di significato che definiscono un’azienda.

Rifra è una realtà ormai riconoscibile, grazie alla crescita progressiva che l’ha condotta a costituire un brand che fa la differenza: un design caratterizzato dalla scrupolosa attenzione a materiali e finiture, da una linearità di forme e colori e da una versatilità non comune nelle proposte. Il tutto concorre a garantire un elevato livello qualitativo modellato sui gusti e sulle richieste di una clientela esperta ed esigente.

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Dario Campanelli ci accompagna nel reparto produttivo dell’azienda, del quale è responsabile. L’azienda è organizzata secondo i criteri della lean production anche per quanto riguarda lo sviluppo di finiture sempre nuove e personalizzate, sviluppate grazie alla collaborazione con Rocco Perna della F.A.R. Color di Seveso, rappresentante della Sirca e fornitore di prodotti vernicianti ma anche e soprattutto partner attivo di Rifra.

La falegnameria è dotata di macchinari avanzati (seghe circolari, foratrici, pantografi, bordatrici), a 5 assi, in grado di produrre su misura pezzi specifici e programmabili, grazie all’utilizzo di un nuovo software, direttamente dagli uffici, permettendo all’operatore un utile risparmio di tempo.

Dopo la fase di preparazione, i pannelli vengono levigati con apposito macchinario e verniciati dal robot di spruzzatura cartesiano dotato di 4 pistole, in cabina con filtrazione ad acqua, che garantisce finiture di altissima qualità anche con sagome e bordi di particolare difficoltà.

Completano il reparto di verniciatura una cabina manuale, dedicata all’operazione di preverniciatura del pannello (da grezzo diventa bianco), o a lavorazioni particolari come le finiture materiche e altre speciali come quelle effettuate con le vernici all’acqua di Sirca con catalizzatore formulato con materie prime da fonti rinnovabili, una macchina lucidatrice per la parte piana del pannello (per il bordo l’operazione si effettua manualmente) e una postazione in cui si effettua, a seconda della commessa, la brillantatura. La parte di assemblaggio del mobile viene effettuata in un’area apposita, integrando operazioni manuali e automatiche. La filiera si conclude con l’imballaggio del prodotto che, riposto accuratamente nel magazzino, è pronto per essere spedito.

L’intervista

Per Rifra il progetto è molto importante e l’impegno che vi dedica, encomiabile, sia in termini di idea che di sviluppo, considerando anche e soprattutto il valore attribuito al processo e non unicamente al risultato finale. Qual è il suo ruolo in questo iter?

Proprio così. Rifra è attenta a ogni singola fase di realizzazione del progetto, ritenendo fondamentale ognuna di queste in egual modo, visto e considerato che, il risultato finale non è nient’altro che la somma di scelte ben ponderate, analizzate e curate. Si consideri ad esempio quella relativa alla finitura: non basta avere buon gusto e seguire il trend del momento. Occorre conoscere la destinazione del prodotto, il supporto con cui verrà costruito e il tipo di processo cui verrà sottoposto. Il mio ruolo in questo percorso complesso ma stimolante, è trovare l’idea e dare l’input; proporre costantemente qualcosa che ci qualifichi e identifichi, ma che sia, allo stesso tempo, in linea con le richieste di mercato e rappresenti un connubio coerente tra materiale e funzione del mobile.

È interessante la complementarietà con cui ha utilizzato i termini “qualifica” e “identificazione”. Un accostamento che induce a figurarsi una squadra di progettazione e sviluppo completamente interna all’azienda. È corretto?

Esattamente: da circa cinque anni Rifra non dipende più da progettisti esterni proprio per la crescente esigenza di caratterizzazione del marchio, per il desiderio di essere riconosciuta. Per questo motivo, seppur ammirando le innegabili competenze di alcuni designer, questa necessità può essere soddisfatta solo da chi vive una realtà quotidianamente, seguendo e interpretando le tendenze di mercato secondo le caratteristiche dell’azienda.

Restando ancorati al tema della “caratterizzazione”, di cui parliamo sempre volentieri dal momento che riteniamo sia l’unico modo per fare la differenza al giorno d’oggi, in un panorama in cui l’offerta è effettivamente molto ampia, la ricerca del materiale gioca un ruolo fondamentale in questo senso. Che opinione ha al riguardo?

La ricerca dei materiali e delle finiture è essenziale e, per quanto ci riguarda, imprescindibile. Studiamo continuamente per realizzare finiture sempre nuove, di qualità (la nostra gamma di cementi o di argille per esempio), tenendo sempre ben presente il tipo di supporto su cui andranno applicate. La volontà e l’entusiasmo che impieghiamo nel cercare di proporre quante più novità possibili, viaggia di pari passo con la consapevolezza della fattibilità o meno. Intendo dire che ci piace essere realisti e onesti: non tutti i materiali si prestano a ricevere una determinata finitura, magari proprio quella richiesta dal cliente. In quel caso, preferiamo prenderci il tempo necessario allo sviluppo del giusto prodotto per il giusto supporto, oppure ci avvaliamo di capaci collaboratori (laboratori, aziende ma anche fornitori), i quali ci aiutano a trovare la soluzione più idonea. E devo dire che il tutto si traduce in una sinergia stimolante, proficua e assolutamente edificante.

Le caratteristiche che identificano RIFRA ci permettono di definirla un’azienda “di design”, epiteto che valorizza di gran lunga una realtà che, priva di questi tratti distintivi, sarebbe semplicemente un produttore di mobili di lusso. È all’insegna di questo lodevole entusiasmo che avete accettato la sfida di essere uno dei protagonisti di “Cromateria Experience”, l’evento con cui quest’anno, Sirca cavalcherà l’onda del Fuorisalone?

Esattamente. Abbiamo accettato di partecipare al progetto Sirca secondo la stessa psicologia con cui approcciamo sfide sempre nuove: è la nostra mission. Al di là di questo, sono molti i tratti che ci accomunano all’azienda veneta. Basti pensare all’affezione per il materiale “così com’ è”: ricerchiamo il colore attraverso l’utilizzo di tonalità naturali e interpretiamo il materiale in base a ciò che evoca; la maggior parte delle nostre finiture sono infatti materiche. L’utilizzo delle vernici Bio della Covestro, utilizzate per verniciare i cubi che fungeranno da sedute durante l’evento di aprile, rafforzano questa teoria: sono prodotti che risaltano il materiale per come realmente si presenta. In generale, in tutte le nostre realizzazioni cerchiamo di utilizzare quanto di più naturale possibile, sempre considerando le caratteristiche del mobile e la funzione che andrà a ricoprire. Siamo fiduciosi nella buona riuscita di questo progetto, certi delle nostre competenze e di quelle degli altri protagonisti che, insieme a noi, contribuiranno a conferire un aspetto insolito a un luogo suggestivo quale l’Highline Galleria di Milano.

Conclusioni

«Cerchiamo di rendere la nostra offerta più completa possibile –ci racconta Dario Campanelli: lo conferma ad esempio la vasta gamma di finiture disponibili e la continua e iperattiva ricerca di nuove. È da diversi anni che proponiamo ai nostri clienti, oltre ai laccati e alle essenze più tradizionali, materiali diversi, inconsueti e innovativi. Nel 2012 abbiamo cominciato con la finitura cemento, passando all’argilla, al rovere grezzo tinto argilla, alla pietra lavica, al corion e al rovere anticato bordato ottone, per arrivare ad oggi con proposte spinte sia a livello tecnologico che estetico: le finiture metalliche. Per un’azienda di design la ricerca e l’innovazione sono imprescindibili e permettono di acquisire un carattere particolare e inconfondibile, oltre a rendere il lavoro stimolante e appagante, in cui ogni sforzo è proteso alla concretizzazione di un’idea sempre nuova, fresca.

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