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nel cuore di Venezia un nuovo concetto di ospitalità per dare valore al saper fare italiano

By 25 Ottobre 2021 No Comments

Una grande casa nel cuore di Venezia

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Ed ecco che l’incontro con Design-Apart è fondamentale per costruire le basi di casa Flora, di cui Diego Paccagnella segue la direzione artistica. Nasce una prima fase di studio nell’estate 2015, in cui vengono invitati per un workshop/residenza sei studenti di design di scuole come Parsons di New York, Domus Academy di Milano e IUAV di Venezia, sotto la guida di Matteo Ghidoni, Diego Paccagnella e Stefano Micelli: si inizia a visualizzare lo spazio, a studiare come metterlo in connessione con la città, si abbozzano le prime ipotesi di prodotti insieme alle aziende. Da quel momento in poi inizia un periodo di studio di fattibilità seguito dallo sviluppo vero e proprio del progetto esecutivo d’interni e dei prodotti d’arredo.

L’architettura e gli interni del palazzo tipico veneziano incontrano il meglio del design artigianale e manifatturiero italiano. A Casa Flora tutto è su misura e progettato per vivere lo spazio come un’esperienza. Più di 20 le aziende coinvolte, che si sono messe in gioco e al lavoro per creare pezzi unici, come unica è l’atmosfera che si respira nella casa. La porta d’ingresso si apre sul piano nobile, completamente ripensato: luce ovunque che modella lo spazio, grandi finestre, tre portali che collegano gli ambienti della zona giorno rendendo lo spazio fluido e morbido. È l’ambiente sociale della casa, che si presta a piacevoli momenti conviviali e, all’occorrenza, a meeting lavorativi. L’aspetto naturale, che pervade le stanze e gli ambienti, è l’elemento distintivo di Casa Flora, richiamato fin dal suo nome. I colori della natura lagunare, nel rosa, nel verde, nel giallo e nel blu, diventano i colori delle camere da letto, con tappezzerie in nuance, dove i comodini si trasformano in originali porta fiori. Le camere di Casa Flora sono pensate come piccoli giardini privati e serre di relax, quasi fossero un’estensione naturale del giardino dell’omonimo hotel, su cui si affaccia l’appartamento.

Le pareti divisorie tra zona notte e bagno riprendono i vecchi serramenti delle serre e i lavabi sono doppi, con una vasca funzionale e l’altra che accoglie piante da interno che permettono alla casa di respirare ulteriormente. Molti sono gli elementi tipici veneziani rivisitati per Casa Flora dall’architetto Matteo Ghidoni di Salottobuono e dall’interior designer Laura Sari di Reveria: dalla graniglia con cui sono realizzati i lavandini reinterpretati in chiave attuale, alla pietra verde con cui è realizzato il top della cucina TM Italia, che riprende i vecchi interni delle case lagunari. E ancora, i tessuti Rubelli, azienda che ha portato le stoffe veneziane nel mondo e gli accessori realizzati artigianalmente in vetro di Murano da Salviati. Interessanti gli elementi in legno forniti da Xilia che esaltano la bellezza del materiale come elemento senza tempo, per soluzioni di design artigianale uniche e morbide. L’azienda, proveniente dal confine tra Veneto e Friuli, ha realizzato tutte le porte in radica trattata, i tavoli, i tavolini e gli scrittoi di Casa Flora. Xilia è una giovane start up nata con la volontà di investire in un mercato nuovo e del tutto personalizzato, incentivata dalla sinergia vincente con LBA di Oderzo, in provincia di Treviso, fornitore di abrasivi e di know-how sulle finiture.

La realtà di Xilia si basa sulla ricerca e sulle persone, il che spiega lo stretto rapporto tra la start up e il Finishing Lab di LBA, il laboratorio di ricerca il cui scopo è dare vita a sempre nuove finiture, mantenendo in contatto il mondo della produzione con quello del design, ulteriore caratteristica che accomuna le due aziende: il cliente di Xilia non è il produttore di cucine o di arredamento, bensì l’architetto o il progettista. Sempre all’insegna dell’innovazione è la volontà di passare completamente alla verniciatura all’acqua, anche per il fatto che, a livello internazionale, sarà sempre più richiesta.

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La scelta di vendere un prodotto speciale e diverso dagli altri, su misura e chiavi in mano, porta Xilia a spendersi più per la qualità che per il prezzo: «Valorizzare il proprio prodotto è la prima forma di comunicazione –afferma Gianluca Gaiarin- è per questo che abbiamo scelto di puntare sulla particolarità, sulla ricerca continua. Abbiamo fatto uno studio accurato anche per quanto riguarda i cataloghi, non cartacei ma a campionatura, cosicché il cliente possa realmente rendersi conto delle possibilità che ha davanti. Il catalogo dei legni contiene 14 campioni già disponibili a magazzino, dai più semplici ai più complessi».

In produzione

La lavorazione del pannello è interamente meccanizzata e interna all’azienda, tranne per quanto riguarda la verniciatura, per cui si affida a terzisti di zona.

A seconda del tipo di decoro e di effetto che si desidera ottenere (sand effect, brushed effect, saw effect, scratched effect, plained effect, wawe effect), occorre utilizzare utensili diversi, con carte diverse. Ogni finitura ha un processo, un tipo di lavorazione, dei parametri di levigatura, una scala grane. «Sulle nostre 4 linee di produzione, lavoriamo il pannello di qualsiasi misura: in altezza non deve superare i 3 centimetri –prosegue Gianluca Gaiarin. LBA ci supporta anche nello studio del corretto ciclo di levigatura, passaggio fondamentale per ottenere un ottimo risultato: il valore aggiunto dei loro prodotti è la grande flessibilità con la resistenza. All’interno di questo sistema, la scelta dell’abrasivo riguarda solo una parte dell’intera operazione di diagnostica complessiva del ciclo produttivo: il supporto da levigare, il prodotto verniciante utilizzato e le tecnologie produttive a disposizione dell’azienda. LBA offre davvero un servizio completo, conoscendo tutte queste variabili». «Per certi tipi di finitura – puntualizza Mirko Longo – lavorare per il progetto Xilia è stata un’occasione per mettere a punto dei nastri che, utilizzando un processo industriale, potessero simulare delle lavorazioni manuali: una sfida che ci ha consentito di approfondire le ricerche del Finishing Lab e, grazie ai test che vengono effettuati, di combinare diverse lavorazioni e finiture».

Conclusioni

«Condivido lo stesso entusiasmo di Gianluca –racconta Mirko Longo- perché grazie alla sua caparbietà, noi godiamo del privilegio di non essere semplicemente dei fornitori di tecnologia, bensì una parte attiva nello sviluppo di una start up. E questo è un livello di innovazione e creatività altissimo».

«Una collaborazione di questo tipo con un fornitore, per noi rappresenta senza dubbio un valore aggiunto –conclude Gianluca Gaiarin: ci dà la possibilità di riflettere sulle varie potenzialità di un prodotto, cosa che al giorno d’oggi, fanno in pochi. Il nostro obiettivo è quello di fare la differenza all’interno del settore del mobile: non vogliamo conformarci a uno standard che seguono tutti, bensì distinguerci attraverso l’analisi e la ricerca dei materiali. Con LBA abbiamo superato l’ottica in cui il cliente attinge dal fornitore e basta, dando vita ad una collaborazione che non può far altro che arricchirci vicendevolmente».

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