I colori sono una forza potente d’attrazione e di coinvolgimento, e vanno ben oltre il ruolo di rivestimenti cromatici. Le palette, o gamme di colori, costruite dagli esperti di trend, hanno un modo sottile di catturare le sfumature emozionali, psicologiche, e persino politiche ed economiche della società, riflettendo e impattando lo spirito del tempo culturale, ossia divenendo rivelatori del tempo e della società.
Se osserviamo infatti un quadro, una fotografia o una pagina di giornale, spesso riusciamo in parte anche attraverso l’uso dei colori ad individuarne l’epoca.
Se andiamo oltre, se non ci fermiamo alle affermazioni all’apparenza superficiali, propugnate non solo dalle riviste di moda ma anche dai trend analyst, come ad esempio i tipici slogan “è tornato il nero” o “quest’anno è d’obbligo il rosa”, riusciamo ad intuire le valenze profonde che il linguaggio del colore custodisce in sé.

La possibilità di scegliere e combinare, di indossare o di circondarsi di colori, e questo è particolarmente evidente nella moda dove il colore è un elemento cruciale del design e degli abbinamenti, questa possibilità cromatica appunto di creare ci riporta probabilmente all’esperienza ludica, alla libertà sperimentale della nostra infanzia. L’industria della moda e del design, agile e flessibile nel cambiare e seguire I’onda della mutevolezza dei tempi, anche attraverso la sua sincronizzazione cromatica, termine coniato da Clino Trini Castelli, è un fenomeno di vasta portata economica.

Il ciclo vitale di un trend varia, tuttavia i tempi di produzione dell’industria impongono scadenze periodiche, da questo derivano i trend stagionali della moda. Le industrie che definiamo del design, ovvero mobile, complemento d’arredo, elettrodomestici, elettronica, illuminazione, grafica, automotive e così via, generalmente seguono i trend della moda, ma a volte il fenomeno può invertirsi ed è il mondo della moda che si ispira al mondo degli oggetti, rispondendo alla qualità di fluidità e interscambiabilità dei nostri tempi. Come scrive Trini Castelli:

“La moda si tinge emozionalmente dei colori del mondo che la circonda”.

I ricercatori e le voci più ascoltate nei settori moda e design, chiamati con varie denominazioni, trend analyst, forecaster, futurist, futurologi e altro, sono solitamente varie società che si manifestano sotto forma di riviste, eventi e altri tool specifici. Gli analisti dei trend seguono diverse metodologie dando corpo a differenti tipologie di working tool. Essi costruiscono quindi dei report di analisi del mercato, del consumo e delle tendenze, ma anche delle prognosi e linee guida per le stagioni a venire, e infine definiscono delle palette di colori e materiali o finiture per gli interessati, che di solito sono aziende, stilisti e professionisti.

Gli strumenti principali, detti tool in inglese, sono ad esempio i mood board o gli story board, che profilano l’atmosfera, I’area colori, le finiture dal punto di vista emozionale e sensoriale, i trend book e le riviste di stile, style magazine.

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