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il rosso

By 22 Febbraio 2021 Pubblicazioni

Il rosso

Colori

In realtà non esiste un solo rosso: la differenza sta nelle tonalità, ma anche nella scelta di utilizzo. Il rosso è alcune volte caratteristica funzionale, altre puramente estetica. Certamente è un colore antico che resiste al tempo variando con le mode.

Il rosso è il più caldo dei colori, avendo lunghezze d’onda vicine all’infrarosso – che è una radiazione elettromagnetica tra 1 mm e 0,7 micron che sviluppa calore – a tal punto che viene avvertito anche dai ciechi.

Nel 2016 Francesca Valan – con Marina Mojana, Lia Luzzatto e FG Confalonieri – ha curato per Campari una bellissima mostra dal titolo “I colori del rosso” perché non esiste un unico rosso, ma infiniti rossi: il limite nel discriminarli è determinato dalla cultura e dalla fisiologia dell’occhio umano.

Nella storia il rosso è stato il primo colore, dopo il bianco e il nero, a ricevere un nome, presente in ogni civiltà, a differenza di altri colori che, in alcuni contesti, non ne hanno alcuno. Questo perché per tutti i popoli l’archetipo del rosso è il sangue, simbolo di vita e di morte, e da ciò ne deriva il nome.

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NELLE DIVERSE CULTURE DEL MONDO

Abbiamo detto che non esiste un solo rosso in natura. Ciò dipende da molti fattori, principalmente le numerose gradazioni sono dovute ai pigmenti che possono essere di origine vegetale – la robbia o radice di garanza, di origine minerale, il cinabro, il principale minerale di mercurio – oppure animale, ricavate dal murice, un mollusco con conchiglia turbinata che secerne una sostanza colorata.

Nella mostra, in collaborazione con Nankai Co., azienda giapponese celebre nel mondo che dal 1965 disegna e crea colori unici apprezzati per la loro autenticità e qualità, per la prima volta il colore identitario di Campari, il rosso, viene presentato in modo scientifico declinato in 28 finiture, che vanno dalla massima opacità alla massima lucentezza, dalle finiture metallizzate a quelle micalizzate, giocando con più strati e utilizzo di clear coat, cioè di strati trasparenti.

FG – Francesca, il rosso è un colore con una forza, un carattere e una intensità che cattura. Quanti rossi ci sono?

Quando si parla di colori è importante distinguere tra colori funzionali, storici, materici, emozionali, generici e astratti che, a loro volta, appartengono a due categorie: i colori iconici e i colori sintattici.

Nella famiglia dei colori iconici la differenza tra quelli funzionali, storici, materici e emozionali è data dalla relazione con l’oggetto al quale sono associati. Iconico è il colore intrinseco di un oggetto o di un materiale, ed è “riconoscibile”. Ad esempio, tra i rossi iconici “funzionali” possiamo annoverare il rosso dell’estintore, che deve essere facilmente visibile: in tutto il mondo il rosso è usato nella segnaletica di pericolo e di divieto; un rosso iconico “storico” è il rosso Ferrari (che in realtà è un rosso-arancio); infine tra i rossi iconici “materici”, i colori propri di un materiale, possiamo ricordare il rosso ciliegia oppure quello del legno di mogano. A loro volta i colori iconici materici si distinguono in reali-imitativi e in evocativi. Nella categoria degli iconici emozionali ci sono i colori che evocano un’esperienza, normalmente sono colori soggettivi legati alle emozioni personali, ma possono diventare collettivi quando sono simbolo di un’esperienza condivisa, tra questi, per esempio, il rosso Campari.

I colori sintattici, invece, sono quelli che vengono utilizzati per prodotti che non hanno uno specifico riferimento iconico, e sono disponibili in un’ampia gamma di colori, ad esempio un’auto utilitaria, che segue le tendenze del momento. La combinazione dei colori sintattici deve seguire precise regole di armonia cromatica.

Nella famiglia dei colori sintattici possiamo trovare due famiglie: generici e astratti. Tra i primi troviamo la maggior parte degli oggetti quotidiani che sono disponibili in molti colori. Tra i secondi invece troviamo tutti quegli oggetti che hanno un proprio colore iconico di riferimento cui, normalmente per “separarli” dalla realtà, viene attribuito un colore “anti-icona” come, ad esempio, una cassettiera barocca rossa.

FG – La percezione del colore rosso si modifica nel tempo?

Fondamentalmente i colori iconici sono costanti nel tempo: ad esempio, l’uso funzionale del rosso abbiamo visto che in tutto il mondo ha lo scopo di evocare il significato di pericolo e di divieto, mentre, ad esempio, le case automobilistiche come Ferrari, Alfa Romeo, oppure motociclistiche come Ducati, hanno il proprio rosso iconico storico specifico. Come abbiamo visto, sono solo i colori sintattici che variano con il tempo, per adattarsi alle tendenze.

FG – Quali sono le prossime tendenze?

La tendenza è quella verso i colori caldi, quindi i rossi saranno “aranciati”, tendenza che si riflette anche sull’uso dei materiali: ad esempio per quanto riguarda i legni nell’arredamento, sta tornando l’uso del legno di mogano che, oltre a essere un legno della cultura classica italiana, ha una sua cromia tendente al rosso. Sempre seguendo questo ritorno alla cultura classica, anche le finiture tornano a essere tendenzialmente lucide, a partire dai 60 gloss. In generale quindi la tendenza sarà verso rossi caldi, come la terracotta, e lucidi, come la lacca giapponese (si veda ad esempio l’uso della lacca rossa nel paravento disegnato da Eileen Grey – www.phillips.com).

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