Materiali

Finiture materiche a polveri

By 30 Settembre 2020 Agosto 6th, 2021 No Comments

Finiture materiche a polveri

Materiali

La scelta di finiture ispirate alla natura ha radici nell’antichità. Oggi come allora questa scelta è valida se dettata da motivazioni pratiche, quali la riduzione dei costi o la soluzione di problematiche tecniche, quando si voglia contestualizzare o mimetizzare l’artefatto, magari riproducendo i materiali locali, come nel caso dell’edificio pubblico di cui parliamo nelle prossime pagine.

Una delle esigenze della costruzione architettonica è la progettazione di componenti che consentano tempi definiti di costruzione – i cantieri costano – e, sempre per migliorare tempistiche e controllo qualitativo, l’alleggerimento delle strutture, ad esempio delle facciate. La definizione di un preciso cronoprogramma nella costruzione degli edifici ha spinto il settore a prevedere gran parte del montaggio dei componenti in fabbrica, assemblati successivamente in cantiere. Anche le partizioni interne sono ormai generalmente delle costruzioni a secco. Questi sistemi costruttivi hanno richiesto una drastica riduzione del peso, principalmente per motivi logistici e di manipolazione in cantiere dei componenti, soluzioni che richiedono una analisi dei sistemi costruttivi più adatti e una conseguente progettazione con l’introduzione di nuovi materiali.

Scelta dei Materiali

Questa introduzione nasce dalla constatazione che nella progettazione la scelta dei materiali riveste una importanza crescente, non solo dal punto di vista estetico, così come il controllo dei costi e dei tempi di esecuzione. Riveste una importanza strategica anche la possibilità di controllare la qualità sia in esecuzione che successivamente, per definire i costi di manutenzione. Tutto ciò permette di progettare nuovi componenti d’architettura dove anche il progetto delle finiture assume un ruolo-chiave.
Quattro sono le caratteristiche principali che incidono sulla scelta di un materiale o un componente: estetica, prestazione/qualità certificata, sostenibilità, manutenzione.

Radici locali, soluzione contemporanea

Il progetto dell’International Convention Centre del Galles, situato a Newport, ad opera dello studio Boyes Reed Architects, pur collocato in una zona esterna al centro urbano, strategicamente a ridosso dell’autostrada, recupera alcune caratteristiche delle costruzioni locali, rivisitandole in chiave attuale. Ad esempio, uno degli “elementi guida” che riprende le radici locali è, nel disegno della facciata, la rilettura delle tipiche murature a blocchi in pietra degli edifici civili della zona, in particolare del sud del Regno Unito, evocando l’effetto dell’ardesia – grigio scuro – e la pietra calcarea – grigio chiaro caldo.
La pietra chiara calcarea – ad esempio come quella di Portland utilizzata in alcuni edifici iconici inglesi, come la cattedrale di S. Paolo e Buckingham Palace a Londra, oppure la City Hall di Cardiff, capitale del Galles – richiede una certa manutenzione dato che reagisce con le sostanze acide contenute nell’aria inquinata. La sua caratteristica estetica è data dalla presenza di minuscoli fossili, frammenti di conchiglia e altri detriti fossilizzati, pur avendo una grana molto sottile.
Come ottenere questo effetto utilizzando sistemi costruttivi a secco leggeri e prestazionali?
Dal punto di vista della resa visiva, se compariamo una lastra di pietra con la lamiera verniciata con le vernici a polveri Patina Stone Collection (v. il campione), il risultato è molto interessante: pur non “imitando” la pietra, nella sua interezza l’effetto estetico è comparabile, “ricorda”, “evoca” ma non “imita”.

Non imitare, ricordare

Lo studio d’architettura Boyes Reed Architects ha trovato la soluzione definitiva con l’utilizzo di un rivestimento in lamiera d’alluminio piegata secondo un disegno definito in fase progettuale – sono “blocchi” rettangolari differenti per dimensione – prodotto dall’azienda inglese Kingspan. I pannelli sono prodotti in fabbrica accoppiati ad un esclusivo nucleo isolante ibrido con una struttura a microcelle chiusa che può raggiungere valori U fino a 0,08 W/m2∙K. La giunzione tra pannelli a maschio e femmina castellata e simmetrica raggiunge un’eccellente tenuta all’aria, rispondendo sia alle esigenze estetiche che a quelle prestazionali di risparmio energetico.
Le lamiere d’alluminio piegate e di dimensioni diverse sono pretrattate – per migliorare la resistenza alla corrosione – e verniciate con la vernice in polvere della serie Patina Stone Collection (Adapta Color) in classe 2. Dal punto di vista prestazionale, questo prodotto ha una durabilità in esterno che supera i 20 anni, un’ottima stabilità del colore e un’ottima ritenzione del gloss, che supera le specifiche internazionali di qualità come Qualicoat classe 2, GSB Master, AAMA 2604 e altre. Ciò significa che la facciata non richiede manutenzione per molti anni.

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