Materiali

Dalla falegnameria all’industria

By 2 Settembre 2021 Maggio 10th, 2022 No Comments

specializzazione e automazione le chiavi del successo

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Passare in pochi anni da 500 a 7.000 metri quadrati, è un fatto sintomatico, ma che non dice tutto sulla straordinaria evoluzione che Garone Habitat (“Serramenti da Generazioni” ne è la firma), di Sant’Antuono di Polla, in provincia di Salerno (nella zona industriale del Vallo del Diano, affiancata dall’autostrada per Reggio Calabria), ha conosciuto dal 2000 a oggi.

L’area occupata dalla fabbrica di serramenti campana, ospita infatti una struttura dotata delle più evolute installazioni impiantistiche, che – ci ha detto Gianluca Garone, il direttore dello stabilimento che con i due fratelli conduce l’impresa, – sono state scelte dopo un’attenta analisi di altre possibili soluzioni di vari produttori.

LA FILOSOFIA PRODUTTIVA E GESTIONALE

Garone Habitat vernicia ad acqua i serramenti in legno assemblati, prodotti partendo dal tavolame, scelto nei luoghi di origine e gestiti a magazzino nelle quantità necessarie a evadere gli ordini in tempi corretti.

I clienti sono soprattutto i privati, serviti attraverso una rete di rivendite distribuite in tutto il territorio italiano, e le imprese. «La distribuzione attraverso i rivenditori – ci spiega Garone – e le richieste di mercato, hanno fatto si che la produzione sia sempre più differenziata, sia come sezione dei profili che come gamma di finiture (decapati, tinte, poro a vista) e colori, cosa che ci ha indotto a riorganizzare profondamente tutto il sistema produttivo e gli impianti dedicati».

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«Il ciclo produttivo, completo, inizia quindi dalla materia prima acquisita da fornitori fidati, “seri” – dice Garone – perché consapevoli della serietà della nostra azienda, anche per quanto riguarda i pagamenti, un fattore tutt’altro che trascurabile, di questi tempi».

Con i serramenti, sono trattate anche le persiane, in alluminio e in legno (queste ultime prodotte all’esterno e verniciate in casa, anch’esse già montate), gli elementi costruttivi per facciate continue e i portoni.

L’azienda produce anche serramenti in legno-alluminio e completamente in alluminio, questi ultimi per un mercato d’oltreoceano: l’alluminio viene verniciato a polvere da un terzista.

Una risorsa intelligente

“Fare tutto in casa”, oltre a lavorare con la massima consapevolezza dei risultati qualitativi da raggiungere, aiuta anche – ha sottolineato il nostro interlocutore, che ci ha fatto da guida – a ridurre i costi, avendo in più la certezza di potere rispettare i tempi di consegna ai committenti (mediamente 50/60 giorni). Una nota che la dice lunga sulla tempistica produttiva, è che 15 finestre, tagliate alle otto del mattino, a sera sono pronte per andare in verniciatura. Non sembrino, queste che annotiamo, considerazioni marginali: sono invece oggi fattori non secondari per la continuità e la crescita di un’attività industriale, anche verso l’estero. Garone Habitat, che tratta come detto anche l’alluminio, esporta per esempio a Panama infissi di questo materiale in quantità rilevanti, tali, per dare un’idea della loro entità, da costruire finestre per grattacieli di trenta piani.

Ma la passione resta il legno: forse ereditata e portata avanti dalla falegnameria paterna, che realizzava vari manufatti (mobili, cofani e quant’altro: da brava classica “falegnameria del paese” – come la ricorda Garone), prima che Gianluca e i fratelli, nel 2000, (l’anno in cui iniziò, con l’insediamento nella sede attuale, l’ascesa dell’azienda), si specializzassero nel settore dei serramenti, con ulteriori investimenti nel 2004, nel 2010 e l’attuale, con la sostanziale “rivoluzione” generale. L’attività, oggi, è gestita con il contributo di venti collaboratori.

In produzione

Le finestre sono raccolte in tre collezioni: “Euro 90”, “Euro Evo” ed “Euro Eco”.

Alla ricerca della qualità è improntata anche la scelta degli accessori: le guarnizioni sono di alto pregio, come dimostra, ad esempio, il design dei maniglioni per le ribalte scorrevoli. Molta attenzione, di conseguenza, è data da Garone Habitat (“Legno e design” tiene a definirsi la sua azienda) alla ricerca sulle finiture e colori dei manufatti: molti laccati oppure colori che valorizzano le varie essenze di legno che danno spazio alla creatività, al gusto personale e alle esigenze dell’utilizzatore finale. Ovviamente, le tonalità cromatiche delle finiture devono intelligentemente tenere conto delle condizioni esterne alle quali sono esposte le finestre.

In azienda (dove addirittura si costruisce in casa il lamellare), i serramenti sono verniciati con prodotti all’acqua forniti dalla ICA di Civitanova Marche, sul nuovo impianto automatico robotizzato, che ha sostituito la precedente installazione prodotta da un’azienda oggi parte del Cefla Group.
La nuova linea, con trasportatore birotaia – con il noto vantaggio della possibilità di gestire i cicli di verniciatura a seconda delle tempistiche – è asservita da una cabina a secco dove è posizionato il robot.

Le 50 bilancelle possono ospitare 3 pezzi per volta, di altezza fino a 3 metri, la cui appensione, per quelli di grandi dimensioni, è resa agevole dall’apposito sistema di discesa e risalita.

Tramite il posizionamento di barre con lettura ottica all’ingresso della cabina, i pezzi vengono rilevati per forma e dimensioni). L’impianto, grazie al software progettato da Cefla Finishing, è completamente gestibile da PLC, con il quale vengono programmati i cicli principali di verniciatura e il lavoro del robot, che eseguirà il ciclo prestabilito, al termine del quale si effettuerà un lavaggio prima del successivo ciclo. Determinante, ai fini della organizzazione produttiva, è stata la messa a punto della ventilazione nel tunnel di appassimento: basti pensare che se prima occorreva un giorno per applicare la seconda mano di prodotto verniciante, oggi ciò è possibile dopo solo un’ora e mezza.
Il ciclo – base di verniciatura è ottimizzato dalla regolarità dell’applicazione, e dai prodotti del ciclo di verniciatura messo a punto da ICA.

Conclusioni

Solitamente, quando si documenta l’attività di un’impresa brillante per crescita e innovazione, si sottolinea l’aspetto che ne ha determinato l’evoluzione: l’impiantistica, la logistica, o altro. La visita alla Garone Habitat ci ha fatto conoscere una realtà particolare, un modello dimostrativo del fatto che quando serietà, competenza, passione e inclinazione all’autonomia “globale” spingono a guardare avanti, non ci sono ostacoli all’affermazione. E tutto avviene in tempi incredibilmente brevi: passare dalla “falegnameria di paese” alla moderna industria sostanzialmente in dieci anni, non è da tutti.

La conclusione più significativa è quella dello stesso Gianluca Garone: «non è importante avere cinquanta collaboratori che operano in un contesto tradizionale: è molto meglio – questa è la mia esperienza – attuare un cambiamento radicale, naturalmente con buon senso e lungimiranza: è una garanzia di successo e di soddisfazioni per la proprietà, i clienti e le maestranze».

«Ribadisco che cambiare impianto non basta: è necessario impostare la gestione dell’impresa ottimizzandola in ogni suo aspetto, dalla scelta dei fornitori, alla corretta amministrazione, fino alla fruizione dei finanziamenti: per tutto questo è essenziale da una parte la coesione, dall’altra la divisione dei compiti con i miei fratelli, e la nostra personale specializzazione nelle mansioni che ci siamo affidate».

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