Materiali

Contenere le emissioni con le facciate in legno

By 7 Maggio 2021 Agosto 6th, 2021 No Comments

Approfondire i temi di colori, materiali e finiture

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Le facciate in legno sono molto caratterizzanti per l’involucro edilizio e i rischi correlati alla resa estetica scoraggiano i progettisti. Tuttavia, il legno è tra le soluzioni più efficienti per la riduzione dell’impronta ambientale nell’ambito dei rivestimenti edilizi, e per questo andrebbe valutata attentamente, sopratutto oggi, quando la ripartenza post-Covid sembra puntare proprio su edilizia e sostenibilità.

Il tema dei rivestimenti delle facciate di architettura è quanto mai di attualità: la ri-partenza post Covid 19 è affidata anche agli investimenti per l’efficientamento energetico degli edifici.

Quando si parla di rivestimenti le possibilità sono diverse, così come le prestazioni, che dipendono dal materiale utilizzato. Le soluzioni spaziano dai rivestimenti di pietra naturale a quelli di alluminio, dalle lamiere stirate al vetro (curtain wall), ai laterizi (faccia a vista) oppure al legno.

A seconda del materiale e della tecnologia utilizzata la facciata caratterizza l’involucro edilizio e lo mette in relazione con il contesto nel quale è inserito e allo stesso tempo agisce in maniera importante sugli scambi termici, acustici ed energetici tra interno ed esterno.
Tra le scelte maggiormente caratterizzanti l’involucro vi è il legno: anche se sistemi costruttivi che usano questo materiale (ad esempio X-lam e sistemi a telaio) sono in crescita, per il loro rivestimento si possono utilizzare materiali comuni, come il cappotto o altri tipi di rivestimento, mentre il legno è meno utilizzato, per vari fattori, che analizzeremo più avanti.

Approfondiamo in questo articolo una delle caratteristiche più interessanti delle facciate ventilate di legno, quando si parla di abbattimento della CO2, cioè di abbattimento di gas effetto serra e, di conseguenza, di controllo dell’impronta ambientale – la carbon footprint – attraverso tecnologie a basse emissioni e buone pratiche nei processi di produzione e consumo nell’intero ciclo di vita dei prodotti.
Ci viene incontro in questo approfondimento una azienda già specializzata nella costruzione di case di legno, Legnolandia, che ha recentemente deciso di dedicarsi alla definizione di sistemi produttivi ecosostenibili per ottenere soluzioni coerenti con quanto prodotto, oltre alle facciate e sistemi costruttivi o “biocostruzioni” anche parchi giochi e arredo urbano.

Perché usare il legno

Il legno ha caratteristiche indiscutibili: ha ottime proprietà isolanti termiche, elettriche e acustiche, è igroscopico – assorbe le variazioni di umidità dell’ambiente – è un materiale rinnovabile e organico, composto per il 50% di carbonio, 42% di ossigeno, 6% di idrogeno, 1% di azoto e 1% di altri elementi.

Sono inoltre molto interessanti le prestazioni antisismiche essendo elastico, leggero, resistente alla trazione e alla compressione.
Ma l’aspetto più interessante è sicuramente legato alla sua impronta ambientale: ha una capacità intrinseca di trattenere il carbonio al proprio interno, senza rilasciarlo in atmosfera. Se utilizzato correttamente, il legno è in grado di immagazzinare più carbonio di quanto ne viene emesso per le operazioni di raccolta, trasformazione, trasporto e montaggio.

Perché proteggere le strutture di legno delle facciate

Le pareti delle cellule legnose sono formate da tre gruppi di sostanze organiche: la cellulosa, le emicellulose, la lignina. Oltre a queste sostanze vi è, per il 70%, l’acqua, e per un residuo 1,5% sostanze minerali. Sciolti nell’acqua ci sono i cosiddetti “estrattivi” che danno odore e sapore al legno. In alcune piante, questi estrattivi sono tossici. In altre, invece, rendono complicata la lavorazione meccanica, oppure l’applicazione di vernici.

L’aspetto del contenuto d’acqua è molto importante, sia per questioni di peso e di dimensioni (ritiro) sia per la corretta conservazione e la tenuta dimensionale dei pezzi lavorati. Al di sotto del 30% di umidità vi è una perdita dimensionale. Per questo motivo uno dei requisiti principali del legno da lavorare è che sia stagionato, in modo che perda ulteriore umidità, attestandosi intorno al 12% e stabilizzi la dimensione.

Per una buona e lunga conservazione, dopo la stagionatura, l’essiccazione, la trasformazione meccanica, è preferibile sottoporre i diversi legni a trattamenti che impediscano il proliferare di muffe, che lo macchiano, nutrendosi delle sostanze intracellulari. Può anche sgretolarsi a causa di organismi anaerobici che, attraverso ossidazioni e idrolisi, lo trasformano in masse incoerenti. Può essere attaccato da larve di insetti xilofagi, ma anche solo gli agenti atmosferici, come luce, umidità, calore, elettricità, freddo, contribuiscono a produrre effetti dannosi paragonabili a quelli di batteri e parassiti di varia natura.

Proteggere il legno alterando minimamente l’impronta ambientale

La nuova frontiera delle vernici all’acqua che vengono usate per la protezione delle facciate di legno Legnolandia è l’uso di materie prime per la produzione delle vernici stesse ricavate da fonti rinnovabili, e non più da fonti fossili. All’apparenza non vi è una grande differenza – le vernici presentano le stesse caratteristiche, stesse prestazioni – ma, invece, è molto evidente: significa che le resine e le specie chimiche che compongono il prodotto non provengono dal cracking del petrolio (risorsa finita), ma dalla fermentazione degli scarti dell’industria agroalimentare (risorsa che si rinnova).

La linea di prodotti S-Cover, formulata e prodotta da Sirca, azienda con sede produttiva a Noale, nel nord Italia, presenta molteplici vantaggi:

  • non usa (se non in minima parte) materie prime per la formulazione dei prodotti vernicianti ricavate da fonti non rinnovabili – cioè da materiali fossili quali petrolio, carbone, gas naturale, e altro;
  • partecipa al decremento sostanziale delle emissioni di CO2 dell’intero ciclo produttivo, rendendo tutto il processo di lavorazione del manufatto di legno, compresa la sua protezione, più sostenibile e responsabile;
  • le materie prime sono ricavate dalla fermentazione degli scarti dell’industria agroalimentare (risorsa che si rinnova), non in competizione con l’alimentazione umana.
    I cicli per esterno possono essere garantiti e la durata di tale garanzia dipende dal ciclo applicato, che comprende sempre l’applicazione di una mano di impregnante, una mano di fondo e una o due mani di finitura.
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