Colore

Colori nell’ambiente domestico e di lavoro

By 22 Febbraio 2021 Agosto 6th, 2021 No Comments

Spazio alla libertà e sensibilità personale con il colore

Colore

Oggi più che mai gli spazi di lavoro sono fluidi, mutevoli, e si fondono con quelli domestici. Colori, materiali e finiture sono fattori che aiutano a ricreare atmosfere domestiche in ufficio.

Viviamo un periodo di grandi cambiamenti, ai quali la pandemia ha dato un’accelerata. Gli spazi di lavoro diventano sempre più fluidi, rispondendo alle nuove necessità delle organizzazioni e dell’organizzazione del lavoro.

Gli ambienti si trasformano recuperando atmosfere domestiche, mentre molti lavori diventano nomadi, in continuo movimento e trasformazione. Tecno ha individuato in una “micro-architettura”, interconnessa con lo spazio, una soluzione multitasking per lavorare in qualsiasi condizione coniugando estetica e prestazioni: Linea – questo il nome del sistema modulare e riconfigurabile composto da differenti elementi progettati da Mariano Zanon in collaborazione con il Centro Progetti Tecno – utilizza per immaginare questi nuovi scenari una struttura in alluminio con una serie di accessori – ante, cassetti, ripiani, cuscini, lavagne – integrabile con funzioni IO.T. Ciò che lo caratterizza è la grande varietà di colori, materiali e finiture disponibili per la personalizzazione di ogni componente.

Il sistema modulare e riconfigurabile Linea prodotto da Tecno di Mariano Comense, in provincia di Como, azienda conosciuta non solo in Italia quale leader nella produzione di arredo e partizioni per ufficio, è un progetto che esalta la varietà di materiali, colori e finiture per personalizzare ambienti e necessità di utilizzo. Abbiamo chiesto a Stefano Viganò, a capo dell’ufficio tecnico e di ricerca e sviluppo di raccontarci le scelte che stanno alla base di questo progetto. Il suo percorso professionale è trasversale su tutta la produzione dell’arredo, dagli imbottiti al mobile. Questa ampia visione sull’aspetto produttivo e sulla trasformazione di un progetto in un manufatto industriale l’ha fatto approdare in Tecno proprio durante un periodo di grande trasformazione.

FG – Il sistema Linea ci sembra molto interessante perché frutto di una ricerca sui colori, materiali e finiture.

Stefano Viganò – Provenendo da alcune delle più famose aziende del design italiano, ho avuto modo di verificare che colori, materiali e finiture sono i capisaldi, il valore aggiunto “trasversale”. I grandi prodotti, penso ad esempio la poltrona P40 di Osvaldo Borsani per Tecno degli anni ’50, che non è mai andata fuori produzione, oltre ad essere un progetto avveniristico, si è mantenuta sempre adatta ai tempi grazie ad una scelta accurata di materiali e finiture, e di colori che hanno sempre accompagnato la sensibilità del consumatore. In Tecno ho ritrovato una cultura molto profonda sulla tecnologia che, nel mondo dell’arredo, è sempre applicata. La cura dell’aspetto tecnico, come ad esempio dell’assemblaggio, porta sempre con sè quella dei materiali, i quali devono essere trattati e, di conseguenza, l’aspetto del colore, delle finiture e delle prestazioni non è mai secondario.

Da sempre il colore è un elemento fondante per Tecno: ci sono infatti alcuni colori “identitari” che stiamo riscoprendo e riattualizzando.

FG – Le mille sfaccettature di questo sistema richiedono una grande collaborazione tra la parte creativa e quella produttiva. Come si arriva al risultato?

SV – Se mettiamo il prodotto al centro del progetto, questo nasce da una idea, che viene sviluppata nei suoi elementi principali per essere industrializzati e conseguentemente prodotti. In realtà questo flusso non è mai lineare, tranne quando gestito direttamente dall’ufficio tecnico dell’azienda. Nella maggior parte dei casi però la realtà è molto diversa: normalmente l’idea, cioè la parte creativa, è separata dalla tecnica, cioè l’industrializzazione.

In un progetto, quanto può essere la parte creativa e quanto quella tecnica? Se in azienda è prevalente quest’ultima manca la parte innovativa, il momento di ricerca di una soluzione per rendere realizzabile un’idea: l’atteggiamento che è stato da sempre il motore dell’autorevolezza nel mondo del made in Italy, cioè il nuovo, ciò che non c’era prima. La forza della nostra azienda è stata quella di avere la capacità di mettere insieme queste competenze, quella creativa con quella tecnica, e di lavorare con grandi progettisti – i grandi Maestri a partire dagli anni ’60 – che hanno sempre lavorato in sinergia con i tecnici, guidati dalla curiosità e dall’umiltà di imparare cose nuove e trovare sempre una soluzione.

Grazie a questa esperienza di vita lavorativa quando prendiamo in mano nuovi progetti, come ufficio tecnico, lasciamo sempre aperto il dibattito non solo con i progettisti ma anche con colleghi e fornitori in modo che si condividano le conoscenze perché penso che ci sia ancora tanto da imparare e da migliorare. Il nostro lavoro deve poter mettere in produzione qualcosa che è una mediazione tra estetica, progresso e tecnica, senza dimenticare due fattori determinanti che sono la sostenibilità economica e quella ambientale.

FG – Negli ultimi anni Tecno sta avvicinando il mondo dell’arredo d’ufficio a quello domestico anticipando una tendenza che quest’anno, con la pandemia, è diventata una necessità. Quali sono gli elementi-cardine di questa visione?

SV – Redesigning the future of the future work è il motto di Tecno che corrisponde alla visione che da qualche anno definisce i progetti: cosa può fare Tecno per rispondere alle esigenze della nostra società che sta cambiando? Già da 5 anni Tecno ha inserito nel suo orizzonte alcune forme di organizzazione del lavoro, come il co-working, l’uso dell’IO.T, della building intelligence, la flessibilità degli spazi. Tutti concetti che danno una impronta precisa ai prodotti, dalla collezione Clavis completamente ad incastro a Linea che, oltre ad essere, come abbiamo visto, completamente rimodulabile e personalizzabile, integra l’aspetto tecnico necessario in un ufficio, come l’abbattimento acustico delle partizioni, la facilità di riconfigurazione con la percezione materica dei materiali, tipica dell’interior design domestico. Il minimalismo – monomaterico e monocolore – ha lasciato spazio alla necessità di rispondere alla sensibilità e libertà personale, sia visiva che tattile.

FG – La scelta dei materiali riguarda anche la loro impronta ambientale. Come vi ponete riguardo a questo argomento?

SV – Le scelte che riguardano l’aspetto di salvaguardia ambientale sono ormai una priorità etica, ma l’esigenza nasce dall’aumentare della sensibilità del consumatore e dal progredire delle tecnologie.

Negli USA il fattore ambientale è diventato prioritario e quindi, se vuoi operare in quel mercato, soprattutto per quanto riguarda i prodotti di fascia medio-alta, è impensabile non affrontare le certificazioni internazionali o locali che definiscono criteri specifici sulle prestazioni dei materiali. In alcuni casi ha un aspetto molto più legato a criteri commerciali che prestazionali, ma in linea generale riflette una esigenza ormai generalmente sentita, quali la salvaguardia della salute e uno sviluppo sostenibile.

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Struttura in alluminio verniciatura a polveri
Snodo alluminio pressofuso verniciatura a polveri
Pannelli di laminato texturizzato
Ripiani di melamminico
Pannelli di metacrilato

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