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marzo 2018

Finiture Green 1

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Tra sostenibilità e tecnologia

La sensibilità nei confronti di un comportamento “sostenibile” nelle attività umane cresce sensibilmente. Non è solo per un atteggiamento “ecologista” ma è ormai chiaro a tutti che l’equazione non inquinare = risparmiare si applica a tutte le attività umane.
Bisogna anche aggiungere che, siccome gran parte della vita dell’uomo si svolge all’interno degli edifici (case, uffici, scuole, fabbriche, e così via), è necessario aumentare l’attenzione per la qualità dell’aria che respiriamo. I nuovi edifici vengono costruiti utilizzando tecnologie e materiali che consentono sempre più di controllare i consumi energetici: la conseguenza è che sono anche sempre meno permeabili all’aria, cosa che diminuisce i ricambi e aumenta la permanenza di sostanze inquinanti all’interno degli ambienti. La consapevolezza della necessità di controllare i consumi in generale, inoltre, e di aumentare i fattori di benessere delle persone, ha dato impulso alla diffusione a livello mondiale di certificazioni che garantiscono il rispetto di alcuni criteri di costruzione, come ad esempio il sistema LEED, che considera gli edifici da diversi punti di vista, non solo energetico, ma anche ambientale, sociale, e prevede la scelta dei materiali da utilizzare, e dei processi produttivi, consentendo di aumentare il livello di qualità attraverso l’acquisizione di “crediti”. La definizione di livelli di
certificazione è una garanzia di trasparenza per l’abitante. Negli USA, dove esiste uno schema, chiamato “LEVEL”, di rating e di certificazione per la valutazione del grado di sostenibilità ambientale e sociale dei mobili, questi ultimi concorrono ad aumentare i crediti nel calcolo finale della certificazione LEED.
Questo “quaderno” nasce quindi allo scopo di informare le figure professionali che si occupano di progettare e dare una pelle agli oggetti e agli ambienti che viviamo, cioè architetti, progettisti, designer. Noi riteniamo che sia possibile progettare e produrre con una visione sostenibile ed etica mobili, complementi, arredi in genere e anche gli elementi che costruiscono l’architettura. Questa visione è anche uno stimolo per le aziende per proseguire nello sviluppo e nella ricerca di prodotti di finitura sempre più performanti e a basso impatto ambientale. La “pelle” degli oggetti è realmente il “valore aggiunto” che si dà ad un progetto, e, facendo nostra una frase di Bruno Munari: “il design produce per i tempi lunghi”, ci auguriamo che questo quaderno, che raccoglie una serie di interviste ad imprenditori che hanno fatto con convinzione scelte di sostenibilità, sia una testimonianza per il futuro. 

finiture green 1

indice

  • Le storie dei colori by Mario Bisson
  • Boffi 
  • Caem Magrini 
  • Calligaris 
  • Ferretti e Ferretti 
  • Lago 
  • Moretti Compact 
  • Natuzzi 
  • Riva 1920 
  • Tino Sana 

Finiture Green 2

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Qualità e durata

I componenti dell’edilizia, a causa della crescente richiesta di qualità – sia in termini di risparmio energetico che di durata – hanno sempre più la necessità di esprimere le proprie prestazioni in modo chiaro.
Lo specificatore – ad esempio l’architetto o il progettista – richiede, per quanto riguarda la durata, una garanzia espressa in anni, e si mostra in certa misura indifferente ai marchi di qualità. A proposito di questi ultimi, in particolare per prodotti che devono resistere all’esterno, la crisi ha evidenziato la riduzione delle gamme dei prodotti “omologati”, senz’altro a causa di un problema di revisione dei costi, per cui i produttori di vernici, per esempio, omologano un numero più limitato di prodotti e colori.
Naturalmente, tutti i marchi di qualità sono finalizzati proprio a definire una serie di prestazioni misurabili che fanno tuttavia riferimento a un concetto distinto dalla durata, sia in termini protettivi che estetici, definito come durabilità. Dal lato del produttore dei prodotti (e dell’applicatore, come ovvio), il collegamento tra marchio e garanzia di durata espressa in anni, quindi, non è così univoco, entrando in gioco una serie di variabili che possono cambiare drasticamente l’effettiva durata del ciclo applicato. Innanzitutto, l’esposizione del prodotto
finito, supponiamo, una facciata ottenuta con profili d’alluminio verniciati a polvere, oppure con serramenti di legno. Parametro che, a maggior ragione con la globalizzazione dei mercati, è di difficile definizione. La possibilità di fare riferimento ad uno storico, cioè ad una serie di esperienze, consente di assumersi la responsabilità di garantire durate ragionevoli. Il progettista ha comunque bisogno di scegliere in base ad una comprovata “copertura assicurativa”. E’ possibile quindi che, per rispondere a questa domanda, si debbano aumentare i costi per definire delle “garanzie” di tipo assicurativo, e meno quelli di tipo “amministrativo”. A ciò si aggiungano anche esigenze di promozione e informazione: sarà sempre più necessario, e questo “work book” nasce allo scopo, spiegare agli specificatori (e, naturalmente, agli assicuratori) il motivo di prove e controlli, la differenza tra durata e durabilità, la loro connessione con il tema della durata (e dei premi assicurativi).
A questo si aggiunga che, nell’ambito delle finiture, non si può parlare di “prodotto verniciante” senza considerare la tecnologia applicativa: “come si fa”, in questo caso, non è secondario: la qualità si raggiunge costruendo un processo tecnologico che garantisca in ogni fase (dalla preparazione della superficie all’imballaggio del prodotto finito) le prestazioni necessarie, cioè controllate.

finiture green 2

indice

  • batlle i roig arquitectes
  • alias
  • ibergamaschi
  • cp parquet
  • ferrerolegno 
  • interholz (moretti)
  • italjolly
  • italmesh
  • stratek

Finiture Green 3

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Colori, materia ed emozioni

Il terzo numero dei Work Book Finiture Green presenta una serie di interviste ad aziende che, benchè rientrino nel mondo dell’interior design, appartengono a settori molto diversi tra loro: oltre ad essere accomunati dalla scelta di usare prodotti vernicianti a basso impatto ambientale, hanno un filo rosso che li accomuna: il loro rivestimento, la “pelle”, esprime delle emozioni.
La parola d’ordine delle tendenze attuali è quindi: emozionare. Come suscitare emozioni con un rivestimento? Attraverso i colori, che non sono solo dei rivestimenti cromatici, ma sono una forte e potente forza d’attrazione, e coinvolgono l’animo. Inoltre è possibile attivare altri sensi, oltre alla vista, come ad esempio il tatto. Per questo motivo la ricerca dei prodotti vernicianti si sta orientando anche sui prodotti cosiddetti “materici”, sia perché riproducono creativamente materiali diversi, sia perché, al tatto, evocano emozioni sensuali, risvegliando lo spirito libero e ludico dell’infanzia che è in noi.
Luca Trazzi, il designer che ha progettato la “Yellow Tower” per Veuve Clicquot , installazione che resterà per più di un mese nel Cortile d’onore della Cà Granda, ora Università degli Studi di Milano, ci racconta che proprio una emozione, durante la visita alle cantine di Reims della grande azienda che produce lo champagne, ha ispirato inizialmente il progetto della grande “bottiglia”: è una sorta di “gabbia” che contiene e protegge cose preziose. La finitura aggiunge valore ed emozioni con il suo giallo brillante e lucidissimo. Evocano emozioni anche le finiture dei mobili che ripercorrono la tradizione italiana: sono opera attenta e precisa di maestri artigiani che esprimono l’amore per un lavoro unico e molto “italiano”: al tatto sono finiture setose, alla vista evocano una storia che si è fatta attuale. Infine i prodotti materici: cementine, materiali ossidati, legni “vivi” e naturali sono ottenuti con sperimentazioni quasi “artistiche”, dove vengono interpretati materiali realistici ma non reali, in una sorta di battaglia contro il minimalismo (nel senso riduttivo del termine) e a favore della creatività e dell’eccentricità.

finiture green 3

indice

  • Una “Yellow Tower” nel panorama di Milano, simbolo elitario con finiture esclusive 
  • arcari 
  • asso 
  • effebiquattro 
  • falmec 
  • piaval 
  • fip 
  • tommasi maronese 
  • viganò

Finiture Green – 17 Apr 2018, Highline Galleria Milano

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FINITURE GREEN

HIGHLINE GALLERIA DI MILANO

17-22 Aprile

dalle 10.00 alle 21.00

per poter partecipare all’ evento è necessario inviare la conferma a info@larivistadelcolore.com o completare il form qui di seguito

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